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AION 2 e Cinder City: il futuro degli MMO secondo NCSoft
Negli ultimi tempi, il panorama delle produzioni sudcoreane sta vivendo una fase di profonda trasformazione, spinta dalla necessità di conquistare il pubblico occidentale con proposte capaci di andare oltre i confini tradizionali del mercato asiatico. In prima linea in questa ambiziosa manovra di rinnovamento troviamo NC (la storica NCSoft), colosso che ha deciso di calare sul tavolo due assi profondamente diversi per genere e filosofia, ma accomunati dai muscoli dell'Unreal Engine 5 e dalla volontà di ridefinire l'esperienza multigiocatore su larga scala. Nelle prossime righe andrò ad analizzare da vicino entrambi, basandomi soprattutto sulle presentazioni in anteprima cui ho preso parte affiancando alle considerazioni le interviste realizzate con i rispettivi team di sviluppo per sviscerarne visioni e retroscena.
Il primo protagonista di questo doppio approfondimento è AION 2, seguito diretto del celebre MMORPG fantasy del 2008 sviluppato internamente dalla stessa NC e già disponibile gratuitamente sul mercato globale a partire dallo scorso 5 ottobre su PC (tramite Steam e il launcher proprietario Purple). Riprogettato per l'Occidente in una versione cucita appositamente attorno all'ecosistema desktop, il titolo mi ha permesso di tornare nel mondo spezzato di Atreia - ora trentasei volte più vasto dell'originale - dove il cielo non rappresenta un semplice sfondo o un mezzo di transito, ma il vero e proprio fulcro del campo di battaglia tra le fazioni degli Elyos e degli Asmodian.
A fare da contraltare alle atmosfere high fantasy ci pensa Cinder City, l'ambizioso progetto precedentemente noto come Project LLL e affidato alle cure di BigFire Games, studio interno di NC. Qui il registro cambia radicalmente per abbracciare le tinte cupe di uno sparatutto tattico MMO in terza persona a mondo aperto, atteso tra la fine del 2026 e i primi mesi del 2027 su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S. Calato tra le macerie di una Seul postapocalittica del XXIII secolo, dove la tecnologia futuristica si scontra con mostruose anomalie, il gioco promette di fondere un gunplay cinematografico e viscerale con una forte componente cooperativa e tattica.
Tornare a solcare i cieli di Atreia a distanza di oltre quindici anni dal debutto del capostipite restituisce fin dal primo istante una sensazione curiosamente dicotomica, sospesa tra la meraviglia tecnologica e un profondo senso di familiarità. Con AION 2, l'obiettivo di NC è apparso subito cristallino: sfruttare le tecnologie odierne per dare infine forma a quella visione di grandezza e libertà senza confini che, all'epoca del primo capitolo, era rimasta in parte imbrigliata dai limiti tecnici del tempo. Il risultato è un mondo letteralmente ricostruito sulle rovine del precedente - in seguito alla catastrofica distruzione della Torre di Aion - che accoglie le due storiche fazioni degli Elyos e degli Asmodian in scenari dalla portata monumentale, dove la minaccia dei Balaur continua a incombere sullo sfondo.
Sul piano puramente estetico e strutturale, l'impiego di Unreal Engine 5 mette in mostra i muscoli fin dal profondissimo editor dei personaggi, forte di oltre duecento opzioni di personalizzazione, per poi esplodere nella resa delle ambientazioni, dai rigogliosi avamposti boschivi degli Elyos fino ai cimiteri miasmatici da cui muovono i primi passi gli Asmodian. Il vero fiore all'occhiello della produzione rimane tuttavia la gestione del volo, che cessa di essere un semplice mezzo di trasporto o una meccanica confinata in aree circoscritte per trasformarsi nel pilastro portante del world design. La verticalità permea ogni singolo scorcio: spiegare le ali permette di esplorare senza soluzione di continuità mappe trentasei volte più estese dell'originale, affiancate persino da sezioni subacquee, trasformando il cielo in un terreno di caccia tridimensionale.
Se l'involucro visivo guarda con decisione al futuro, l'ossatura narrativa e la progressione iniziale scelgono invece di adagiarsi su