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Dragon Quest XI S: Echi di un'era perduta - Edizione definitiva all’appuntamento con Switch 2
Dragon Quest XI S: Echi di un'era perduta – Edizione definitiva è disponibile su Nintendo Switch 2 da poco meno di un mese ed essenzialmente migliora grafica e fluidità della precedente versione per Switch, risalente a ormai sette anni fa. Con questa nuova uscita, Square Enix ripropone infatti lo splendido JRPG diretto da Takeshi Uchikawa introducendo unicamente alcuni upgrade visivi per sfruttare la maggiore potenza di Switch 2.
La differenza più importante con la versione del 2019 sta proprio nella possibilità di scegliere tra due nuove modalità grafiche. Quella Prestazioni gira a 900p-60 fps in modalità portatile e 1080p-60 fps in modalità docked, mentre Qualità si spinge fino a 1440p-30 fps docked e 1080p-30 fps in configurazione portatile. In realtà, seppur non in maniera clamorosa, anche i caricamenti sono migliorati, visto che rispetto a Switch la nuova edizione riduce sensibilmente i tempi di attesa durante l'avvio e le transizioni.
Il punto, però, è capire a chi si rivolge questa nuova edizione. Per chi non ha mai giocato all'avventura del Lucente, Switch 2 offre un'occasione interessante per recuperare uno dei capitoli più riusciti della serie (nonché l’ultimo in ordine di tempo, escludendo Dragon Quest VII Reimagined), ma per chi possiede già la versione Switch la questione si fa un po’ più complessa. I contenuti sono infatti gli stessi, non esiste un percorso di aggiornamento agevolato o a prezzo budget per chi passa da Switch a Switch 2 e i salvataggi della vecchia edizione non possono essere trasferiti. Se quindi il miglioramento tecnico c'è, basta automaticamente a giustificare un secondo acquisto?
Per comprendere il valore di questa riedizione, bisogna partire dal gioco stesso (qui la nostra recensione del 2018), pubblicato originariamente in Giappone nel 2017 e sbarcato anche in Europa e USA l’anno dopo su PC e PlayStation 4. Dragon Quest XI: Echi di un'era perduta rappresenta ad oggi una delle interpretazioni più complete e accessibili del JRPG tradizionale e, come scrivevamo otto anni fa, offre "un mondo vastissimo e colorato da esplorare, una storia lunga e appassionante, una narrativa semplice e diretta che non annoia mai, tanta varietà di situazioni e tantissime cose extra da fare. Se amate i JRPG nella loro forma più pura, Dragon Quest XI è davvero imperdibile".
L'avventura segue le vicende di un giovane eroe destinato a scoprire il proprio ruolo in un mondo fantasy attraversato da minacce, antiche profezie e regni in conflitto. La narrazione prende forma attraverso un viaggio che conduce il protagonista e i suoi compagni attraverso città, villaggi, dungeon e ambientazioni molto diverse tra loro, con un tono narrativo che alterna momenti drammatici, ironia e sequenze più leggere ed è sostenuto da personaggi caratterizzati con attenzione e da una direzione artistica riconoscibile.
Il contributo di Akira Toriyama al design di eroi e creature è particolarmente evidente nella capacità di rendere immediatamente leggibili i personaggi e i mostri, senza sacrificare la personalità del mondo di gioco. Sul piano ludico, Square Enix non ha cercato di rivoluzionare il genere: a un classico sistema di combattimento a turni si affianca infatti una struttura deliberatamente altrettanto tradizionale, ma proprio questa coerenza costituisce uno dei punti di forza del gioco che, allora come oggi, funziona alla grande e non ha bisogno di inseguire le tendenze degli action RPG contemporanei per risultare coinvolgente.
La versione "S – Edizione definitiva", arrivata inizialmente su Nintendo Switch nel 2019, aveva già ampliato sensibilmente l'esperienza originale, offrendo nuovi episodi narrativi dedicati ai membri del gruppo, il doppiaggio giapponese, una colonna sonora orchestrale e la possibilità di affrontare l'avventura in 2D, con una presentazione che richiamava i capitoli storici della serie. Tutti contenuti che ritroviamo anche in questa nuova versione per Switch 2, il cui salto generazionale si misura soprattutt