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Morte avvelenate, alcuni computer rubati a marzo dalla scuola perquisita oggi
È iniziata poco dopo le 9 ed è terminata alle 13 di questa mattina la quarta e ultima perquisizione disposta dalla procura di Larino in altrettante scuole molisane nell'ambito dell'inchiesta sul giallo di Pietracatella. Gli agenti della Squadra Mobile e dello Sco stanno ispezionando i computer presenti all'interno del liceo delle Scienze Umane di Casacalenda per verificare l'eventuale presenza di tracce della ricerca di ricina sul web. Si tratta dell'istituto dove insegna Laura Di Vita, cugina di Gianni, padre e marito delle due donne avvelenate a dicembre. A differenza delle perquisizioni eseguite nelle altre scuole negli ultimi tre giorni, stamattina sono stati prelevati anche i dati di un singolo notebook; non è noto, tuttavia, da chi sia stato utilizzato.
Negli ultimi tre giorni sono già state perquisite due scuole di Riccia, l'istituto Agrario e il liceo Scientifico, e una di Campobasso, il liceo Classico. Nelle prime due lavorano con ruoli diversi la professoressa amica di Gianni Di Vita e suo marito, la terza invece è quella frequentata fino allo scorso anno scolastico da Sara Di Vita e da sua sorella Alice.
Dal plesso scolastico di Casacalenda (Campobasso), nel marzo scorso sono stati rubati alcuni computer, quattro o cinque in tutto. L'ispezione informatica in atto, dunque, non potrà riguardare tutti i pc che sono stati attivi nella scuola nell'ultimo anno proprio perché alcuni di questi sono stati sottratti da ignoti. Sul furto hanno indagato nei mesi scorsi i carabinieri.
"Non ho mai creduto che volessero uccidermi". Lo dice Gianni Di Vita, in un breve colloquio con il Corriere della Sera. "Così come - aggiunge - non ho mai pensato che volessero uccidere mia figlia e mia moglie". Infine, rispondendo all'inviato del giornale che lo ha incontrato al cimitero del paese, sull'inchiesta in corso non si sbottona: "Lasciamo fare agli investigatori, sanno molte più cose di quello che immaginiamo".