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Scontri ai cortei, Meloni: "Siamo con le forze dell'ordine". Piantedosi: "Azioni da professionisti del disordine"
"Ancora una volta, le donne e gli uomini delle Forze dell'Ordine hanno dovuto affrontare la violenza di delinquenti che, anche attraverso gruppi organizzati, sfruttano le manifestazioni per cercare lo scontro e seminare il caos. A tutti loro va la mia piena solidarietà e un ringraziamento sincero. Perché erano lì per tutelare la sicurezza dei cittadini, dei lavoratori, dei commercianti e di tutte le persone che hanno diritto di vivere la propria città senza paura e senza vederla messa a ferro e fuoco da bande di teppisti. Siamo con voi". Lo scrive su X la premier Giorgia Meloni, commentando gli scontri ieri in piazza in diverse città.
"Lo Stato si fonda anche sulla responsabilità di chi infrange la legge e procura danni a cose e persone. Quindi, in attesa che ognuno di questi vandali paghi anche in altri modi, iniziamo a far pagare loro i danni economici". Così il ministro della Difesa, Guido Crosetto, in merito ai disordini di ieri in varie città. "Non è mia materia ma - ha detto Crosetto - penso che andrebbero identificati uno ad uno, tutti, nessuno escluso, gli autori delle distruzioni di questi giorni e innanzitutto, pro-quota, andrebbero suddivisi su di loro e le loro famiglie tutti i danni, privati e pubblici, che ci sono stati. Alle cose ma soprattutto alle persone! Non capisco infatti perché centinaia di cittadini ed esponenti delle forze dell'ordine siano stati chiamati negli anni a risarcire danni a delinquenti e nessun delinquente sia mai stato chiamato a risarcire un poliziotto, un carabiniere, un commerciante, il proprietario di un auto, un comune".
Sono 197 le persone identificate e accompagnate negli uffici di polizia per le violenze avvenute ieri agli scontri ai cortei organizzati in varie città dal movimento 'Italia in piazza': 28 persone sono state arrestate, di cui 12 minorenni e 6 stranieri: tra questi ci sarebbero anche migranti di seconda generazione. Sono 43 i denunciati e 141 i feriti tra le forze dell'ordine. A Milano ci son stati - secondo i numeri rilevati - circa 5mila manifestanti, a Torino 3mila, a Bologna 2mila, a Brescia 600 e a Bergamo 800.
"Le forze dell'ordine hanno garantito il diritto di manifestare con la consueta professionalità, intervenendo con equilibrio e accortezza nelle situazioni critiche in cui era necessario farlo. In ogni caso, le azioni proditorie attuate da questi esagitati professionisti del disordine non resteranno impunite. Oltre ai numerosi arresti, sono state avviate le attività di indagine per assicurare i responsabili alla giustizia. Né la minore età di alcuni protagonisti può far pensare a una qualche forma di impunità. La linea del Viminale, come sempre, è tesa a prevenire le violenze per evitare guai peggiori ma senza sconti sulle responsabilità individuali che saranno contestate in sede penale. Chi si rende protagonista di simili azioni illegali avrà la conseguente risposta dello Stato che applicherà le leggi vigenti. Si tratta evidentemente di violenza becera che non otterrà alcun risultato". Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi.
"Rassicuro il sindaco Sala: l'adeguatezza dei dispositivi di sicurezza viene sempre verificata a posteriori. Anche per prepararsi meglio alle sfide future, di fronte a fenomeni emergenti. Ma una cosa è valutare come prevenire meglio le violenze, un'altra è spostare l'attenzione da chi le commette. La responsabilità di chi usa la violenza non può essere diluita in una polemica sul numero dei poliziotti, un'operazione di mistificazione della realtà del tutto inaccettabile. In questa occasione e come sempre i poliziotti in piazza c'erano e hanno operato bene, evitando guai peggiori".Così il ministro dell'Interno, Matteo Piantedosi, rispondendo al sindaco di Milano, il quale ha parlato di numero inadeguato delle forze di polizia al corteo di ieri.
"Naturalmente, per quel che ci riguarda, la violenza non è mai una risposta, è sempre il problema. Perché oscura le proteste e rischia di oscurarne le ragioni. Bisogna però leggere q