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Dal successo di Baldur's Gate e Mass Effect al flop di Anthem: ascesa e caduta di BioWare
BioWare chiude dopo 31 anni: dal successo di storici GDR ai flop recenti e polemiche, lo studio cede alle pressioni di EA.
In tanti temevano che BioWare non sarebbe riuscita a sopravvivere ai prossimi tagli di Electronic Arts e così è stato: il 21 ottobre è arrivata la notizia della chiusura di BioWare, lo studio canadese chiude definitivamente dopo 31 anni di attività. Ma nel raccontarvi questa storia non vogliamo partire dall'inizio, bensì proprio dagli ultimi turbolenti anni della compagnia, che hanno visto lo studio in difficoltà sotto il profilo creativo e produttivo, dando vita ad una crisi che ha portato poi al triste epilogo di queste ore.
Le primi vere difficoltà di BioWare iniziano un decennio fa: dopo l'enorme successo della trilogia di Mass Effect, lo studio cerca di inseguire le tendenze del mercato e di assecondare le richieste del publisher EA, assetato di denaro e di nuovo pubblico.
Il primo scricchiolio di una macchina produttiva non perfetta ma funzionante si avverte con Mass Effect Andromeda, uscito nel 2017 e accolto tiepidamente da pubblico e critica. Un gioco al lancio strapieno di bug che finisce per diventare un meme a causa dei volti dei personaggi, delle animazioni assurde e dei glitch grafici che lo rendono virale sui social. Sviluppato dalla sede di Montreal (uno studio "satellite" più piccolo rispetto a quello di Edmonton), in seguito scopriremo che Andromeda ha avuto una lavorazione travagliata tra tagli di budget e problemi comunicativi tra gli sviluppatori e la dirigenza, problematiche che hanno finito per tarpare le ali al gioco.Risultato? EA tira il frena il mano e Mass Effect va in pausa mentre BioWare continua a lavorare sul suo secondo progetto in cantiere: Anthem è uno shooter multiplayer live service uscito nel 2019. Anche qui, problemi di produzione, mancanza di una visione chiara e continui cambi di direzione hanno finito per portare il gioco fuori strada, tanto che nonostante le aspettative positive e le grandi premesse, Anthem si rivela un flop commerciale enorme, svenduto a una manciata di euro a pochi mesi dal lancio e con server praticamente deserti.
Gli stessi sviluppatori abbandonano Anthem a se stesso tanto che gli addobbi natalizi in-game restano visibili fino alla primavera inoltrata. Dopo questo scivolone, BioWare tenterà anche di rilanciare il progetto con Anthem Next, l'obiettivo è quello di ascoltare i feedback della community e correggere gli aspetti più problematici. Sulla carta è una bella idea ma presto ci si rende conto che il gioco avrebbe bisogno di essere riprogettato da zero (o quasi) e nel 2021 il progetto Anthem Next subisce uno stop definitivo. Anthem è morto e il pubblico inizia a mettere i chiodi sulla bara di BioWare...
Dopo il flop di Anthem, BioWare torna alle origini e decide di ricominciare a focalizzarsi sui giochi narrativi: sono due i progetti in lavorazione, Dragon Age The Veilguard e Mass Effect Next. Il primo nasce come gioco multplayer ma viene poi convertito in un action RPG single player, idea apprezzata dai fan della saga ma ormai è chiaro che BioWare non è più quella di un tempo, anche a seguito dell'addio dei fondatori originali e del core team che ha contribuito al successo di Mass Effect.
Dragon Age The Veilguard esce nel 2024 ma nessuno sembra apprezzarlo realmente, in tanti lamentano problemi di scrittura della trama e una caratterizzazione dei personaggi non sempre ben riuscita. È un flop pesante per Electronic Arts, un fallimento che segnerà il destino di BioWare, anche per colpa delle tanti polemiche cosiddette "Woke" che hanno travolto il gioco e gli stessi sviluppatori. Alcuni elementi legati alla personalizzazione hanno acceso la scintilla della polemica, come la possibilità di usare pronomi non binari per i personaggi, oltre all'uso di un linguaggio che ricorda un manuale di formazione aziendale anziché quello tipico di un universo dark fantasy. Dopo queste polemiche, alcuni veterani dello studio come David Gaider (autore d