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Milei e la sorella Karina prosciolti dalla giustizia Argentina sul cryptogate
La giustizia argentina ha
disposto l'archiviazione delle accuse nei confronti del
presidente Javier Milei e di sua sorella, Karina Milei,
nell'ambito dell'inchiesta sul cosiddetto cryptogate legato alla
promozione della memecoin 'Libra'.
Secondo quanto si legge nella sentenza firmata dal giudice
federale Marcelo Martínez de Giorgi, "dopo aver esaminato gli
elementi oggettivi e soggettivi del reato è emerso che la
condotta oggetto di indagine non integrava i requisiti necessari
per configurare la fattispecie del reato di truffa".
La decisione del tribunale riguarda tutti gli indagati
inclusi gli argentini Mauricio Novelli, Manuel Terrones Godoy,
Sergio Morales, che avevano proposto al presidente l'iniziativa,
e l'imprenditore statunitense Hayden Mark Davis incaricato del
lancio della memecoin.
La meme-coyn $Libra venne annunciata su X dallo stesso Milei
il 14 febbraio del 2025. Contemporaneamente all'annuncio venne
acquistata a costo zero da trader in possesso di informazioni
privilegiate e poi rivenduta da questi a un prezzo molto più
alto nelle ore successive facendo crollare il suo valore dopo
aver ottenuto profitti stimati per oltre 100 milioni di dollari.
Il crollo della crypto promossa da Milei è oggetto di
indagine anche nei tribunali statunitensi mentre in Argentina,
oltre alla causa penale appena chiusa, è stata aperta anche una
causa civile presentata da un gruppo di vittime che sostiene di
aver subito danni per 4,5 milioni di dollari e il Parlamento ha
costituito una commissione d'inchiesta.
Milei e la sorella Karina prosciolti dalla giustizia Argentina sul cryptogate
BUENOS AIRES,
23 ottobre 2026, 21:46
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