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Nuovi modelli AI di OpenAI anche su Google Cloud
OpenAI ha deciso di seguire l’esempio di Anthropic per ridurre la dipendenza da un singolo provider. Dopo aver sottoscritto un accordo con Amazon Web Services a fine aprile, l’azienda californiana ha annunciato che i modelli AI più recenti saranno disponibili anche su Google Cloud. Come è noto, Microsoft rimane il partner cloud principale, ma non ha più l’esclusiva. Prosegue intanto la raccolta di fondi in vista della quotazione in Borsa nel 2027.
Google Cloud è il terzo servizio di cloud computing in termini di market share (i primi due sono Amazon Web Services e Microsoft Azure), ma è uno dei preferiti dalle aziende, in quanto offre un’ottima combinazione tra prestazioni, sicurezza e prezzo. I clienti dell’azienda di Mountain View potranno accedere anche ai recenti modelli di OpenAI: GPT-6 Astra, GPT-6.1 Sol e GPT-6 Luna.
Saranno disponibili nel Model Garden di Google Cloud, insieme a Gemini, Claude e altri 200 modelli, inclusi quelli open-weight. I clienti potranno selezionare dinamicamente il modello ottimale per qualsiasi utilizzo in base a prestazioni, latenza e costi senza vincoli architetturali o contratti separati con i fornitori. I modelli di OpenAI vengono offerti direttamente tramite Google Cloud Marketplace, quindi l’utilizzo appare in un’unica fattura Google Cloud.
Inizialmente, GPT-6 Astra, GPT-6.1 Sol e GPT-6 Luna sono disponibili in anteprima privata per alcuni clienti. L’accesso è possibile tramite API e collegando i flussi di lavoro locali, basati su Codex CLI e desktop, direttamente alla piattaforma Gemini per l’inferenza. Successivamente saranno disponibili in Google Antigravity e Gemini Agent.
Il nuovo accordo potrebbe avere un impatto positivo sulla futura quotazione in Borsa. Secondo CNBC, OpenAI ha quasi chiuso un round di finanziamenti da 30 miliardi di dollari. I fondi sarebbero arrivati dagli Emirati Arabi Uniti e da Coatue (società di investimenti statunitense). L’obiettivo dell’azienda californiana è raggiungere una valutazione di 1.400 miliardi di dollari, ma non dovrebbe superare i 1.250 miliardi di dollari, secondo il Financial Times.