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Sudamerica, a Lisbona procuratori di 18 Paesi contro le reti narcos con El Paccto 2.0
Seguire i soldi e i dati per
fermare l'avanzata in Europa del narcotraffico latinoamericano,
a partire dalle organizzazioni brasiliane come il Primeiro
Comando da Capital (Pcc). Su questo lavorano da oggi a Lisbona
132 procuratori ed esperti di 18 Paesi tra America Latina,
Europa e Angola, insieme a Eurojust e alla Procura europea
(Eppo). L'occasione è la terza Riunione di coordinamento
giudiziario di El Paccto 2.0, il programma Ue contro la
criminalità organizzata transnazionale. L'incontro è promosso
con la Procura generale portoghese e la Direzione nazionale
antimafia e antiterrorismo italiana.
"Per comprendere un'organizzazione transnazionale dobbiamo
ricostruire le connessioni tra le sue attività, anche quando le
informazioni sono suddivise tra autorità di Paesi diversi", ha
detto in apertura il direttore del programma, lo spagnolo Javier
Samper Orgilés.
In agenda ci sono rotte della droga, nuove forme di
riciclaggio e recupero dei patrimoni illeciti. Due sessioni sono
dedicate ai clan brasiliani in Portogallo e ai loro legami con
le mafie europee. Per l'Italia intervengono Federico Perrone
Capano e Paolo Savio della Dna, il procuratore aggiunto di
Venezia Barbara Sargenti e il procuratore di Reggio Calabria
Giuseppe Borrelli.
I lavori sono coordinati dal vicedirettore di El Paccto 2.0,
Giovanni Tartaglia Polcini, per il pilastro italiano del
programma che è coordinato dal ministero degli Esteri ed
eseguito dall'Organizzazione internazionale Italo-Latino
Americana (Iila).
Portogallo e Repubblica Dominicana hanno aderito alla
Piattaforma permanente di Palermo, la rete di procure nata nel
solco di Giovanni Falcone e fortemente voluta dal procuratore
nazionale antimafia Giovanni Melillo. Le quaranta riunioni
bilaterali a margine hanno già portato alla nascita di nuove
squadre investigative comuni.
Sudamerica, a Lisbona procuratori di 18 Paesi contro le reti narcos con El Paccto 2.0
SAN PAOLO,
27 ottobre 2026, 21:40
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