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Ha senso un MacBook ricondizionato? Abbiamo provato Swappie
Non sono un grande fan del tornare sempre sul solito argomento, ma non posso far finta che l'aumento incontrollato dei prezzi della tecnologia dovuto alla crisi delle RAM (ma non solo) non sia uno dei motivi principali per cui interessarsi all'acquisto di un notebook ricondizionato. Il mercato del ricondizionato è in continua crescita ed ha origini sicuramente economiche, ma anche di sostenibilità, visto che un pubblico sempre più ampio sta riconoscendo il valore del riutilizzo, piuttosto che dell'acquisto di un prodotto nuovo. Per Swappie, che è leader riconosciuto dei ricondizionati di qualità, è una novità quella dell'introduzione nel loro listino dei MacBook ricondizionati. In fase di acquisto di un nuovo MacBook Pro abbiamo deciso di affidarci a Swappie e a questo nuovo servizio di ricondizionati, che per chi non lo sapesse significa che il prodotto è stato rimesso a nuovo prima della vendita, oltre ad aver passato dei test specifici.
Non si tratta quindi semplicemente di un prodotto usato, quanto piuttosto di qualcosa in più del classico usato garantito e più vicino all'acquisto di un prodotto nuovo.
Il vantaggio principale di Swappie rispetto ai marketplace tradizionali è che il ricondizionamento lo gestisce in casa, senza fare da semplice intermediario tra venditore e acquirente. Questo, almeno sulla carta, dovrebbe garantire standard più uniformi e controllabili, e ci sono tre garanzie concrete che vanno in quella direzione:
La soglia della batteria è la più importante, perché un laptop in buone condizioni che non dura niente lontano dalla presa è, nei fatti, solo un PC fisso sotto altro abito.
Tutti i MacBook venduti da Swappie includono 12 mesi di garanzia e 14 giorni di reso gratuito. La gamma parte dai modelli con chip Apple Silicon, quindi dal 2020 in poi: niente Intel, troppo datati, anche in termini di prestazioni, se confrontate alle più recenti generazioni, oltre al fatto che garantiscono un supporto software più lungo. Il MacBook Air M1 parte da 579€ al momento in cui scriviamo, i modelli M2 e M3 si trovano tra 840 e 1.369 euro, con picchi superiori per le varianti Pro e Max dei processori. Per chi vuole qualcosa di più recente c'è anche tutta la gamma Air e Pro con M4 e M5 (anche Pro e Max). I prezzi ovviamente salgono ancora.
La fase di acquisto è qualcosa che potete anche simulare voi in prima persona nella sezione dedicata ai MacBook sul sito di Swappie. La scelta del modello da acquistare si fa tramite dei filtri su processore, RAM, memoria e prezzo, oltre che colore e tipologia di ricondizionato.
In alto ci sono anche dei filtri per tipologia di utilizzo, per chi non sa cosa scegliere e vuole farsi guidare nell'acquisto del prodotto migliore in circolazione. Se vi fidate può essere uno strumento molto comodo. A nostro parere per chi ha bisogno di un nuovo MacBook per un utilizzo più generico, come studio, browsing, mail, contabilità, gestione, ecc.. qualsiasi modello, anche il più economico, della selezione è adatto allo scopo. Apple ha davvero fatto un balzo di qualità notevole con i suoi processori e anche un M1 del 2020 è ancora eccellente. Se volete fare anche un po' di video editing o lavori un po' più complessi va bene qualsiasi processore con la dicitura Pro. Anche un M1 Pro. Tutto quello che sta sopra è per chi cerca qualcosa di più recente o per chi fa fare al proprio computer operazioni più "complesse".
Nel mio caso stavo cercando un upgrade dal mio MacBook Pro 14" M1 Pro che uso in modo molto intenso per montaggio video. Con un budget di circa 2.000€ la mia scelta è caduta su un MacBook Pro 14" M4 Pro con 24 GB di RAM e 512 GB di memoria interna.
Dopo aver scelto il modello si dovrà decidere sulla qualità del ricondizionato. In pratica indica lo stato di usura del prodotto. Nel mio caso la differenza fra Eccellente e Premium era di 40€. Ho fatto questa spesa ma nell'ottica del risparmio avrei potuto anche puntare a Eccellente che di fatto potrebbe mostrare micrograffi solo controluce