// PUNTO INFORMATICO — INTELLIGENZA ARTIFICIALE
La fine della realtà: Enrico Pulcini racconta il lato oscuro dell’informazione digitale
Quanto possiamo ancora fidarci di ciò che vediamo, leggiamo e ascoltiamo? E soprattutto, quanto della nostra capacità di comprendere il mondo stiamo progressivamente delegando alla tecnologia? Sono alcune delle domande al centro di La fine della realtà. Il lato oscuro dell’informazione digitale, il nuovo saggio di Enrico Pulcini, presentato alla Casa del Cinema di Roma.
L’incontro, moderato dal giornalista RAI Giorgio Zanchini, ha riunito il filosofo Mario De Caro, la direttrice della Fondazione Mondo Digitale Mirta Michilli, il direttore responsabile di Key4Biz Luigi Garofalo e l’editrice Sara Speciani. Ne è nato un confronto che ha attraversato alcuni dei temi più delicati della trasformazione digitale, dalla diffusione dell’intelligenza artificiale alla manipolazione dell’informazione, fino alle conseguenze dell’uso quotidiano degli smartphone sulle capacità cognitive.
Il libro, pubblicato da Logout, affronta una questione che va oltre il dibattito sulle nuove tecnologie. Il rischio, secondo Pulcini, è che l’essere umano perda progressivamente il contatto diretto con la realtà, affidandosi a strumenti digitali che selezionano, interpretano e talvolta alterano le informazioni attraverso cui conosce il mondo.
Uno degli interventi più articolati è stato quello di Mario De Caro, docente di filosofia all’Università Roma Tre e alla Tufts University, che ha affrontato le conseguenze dello sviluppo accelerato dell’intelligenza artificiale.
Il filosofo ha richiamato i progressi dei sistemi capaci di risolvere problemi matematici complessi e l’evoluzione verso agenti autonomi in grado di prendere decisioni e compiere azioni con un intervento umano sempre più limitato.
De Caro ha citato anche AlphaZero, il sistema di intelligenza artificiale che ha mostrato come una macchina possa individuare strategie di gioco sorprendenti persino per i migliori giocatori umani. Un esempio delle difficoltà che incontriamo nel comprendere fino in fondo i processi decisionali di alcuni sistemi avanzati.
Il confronto si è esteso alle applicazioni militari dell’IA, ai rischi per la sicurezza informatica e alle prospettive del calcolo quantistico. De Caro ha però ricordato anche le opportunità offerte dalla tecnologia, soprattutto in medicina, dove l’analisi automatizzata di enormi quantità di dati può contribuire alla diagnosi delle malattie rare.
Una posizione meno pessimistica è arrivata da Mirta Michilli, direttrice della Fondazione Mondo Digitale, che ha insistito sull’importanza dell’educazione e della formazione. La tecnologia, ha osservato, può rappresentare una straordinaria opportunità di progresso, purché le persone dispongano degli strumenti necessari per comprenderla e utilizzarla consapevolmente.
La responsabilità riguarda anche le istituzioni, chiamate a regolamentare piattaforme e servizi digitali, introducendo principi di sicurezza e tutela degli utenti fin dalla progettazione.
Particolarmente attuale l’intervento di Luigi Garofalo, direttore responsabile di Key4Biz, che ha concentrato l’attenzione sulla cosiddetta guerra cognitiva.