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Modern Warfare 4 è bello come i vecchi COD: anche qui c'è una missione brutale!
La campagna di Modern Warfare 4 si distingue per varietà, citazioni al passato e momenti intensi, superando i limiti delle recenti iterazioni.
Le campagne di Call of Duty dell'attuale generazione hanno faticato spesso a discostarsi dalla definizione di "buon antipasto prima di passare alle modalità più ricche e interessanti dell'offerta". Per fortuna, l'avventura in singolo di Modern Warfare 4 è un gioiellino, e pur al netto di qualche imperfezione non si limita a chiudere degnamente le vicende che si sono aperte nel grande capostipite del filone uscito nel 2019. Sì, perché oltre a essersi rivelata curata e variegata nella costruzione di diverse missioni, la campagna ha saputo omaggiare la "storia ludica" di Call of Duty, proponendoci situazioni che ce ne hanno riportate alla mente delle altre legate al passato del franchise. Stiamo per soffermarci sui quattro esempi che ci hanno colpito di più, ma badate bene: se non volete il benché minimo spoiler sulle operazioni single player di Modern Warfare 4 vi esortiamo a rimandare la lettura.
Cominciamo subito da "Trincerati", un incarico posto nella parte conclusiva della campagna che però è stato reso disponibile già nella Beta di Modern Warfare 4.
Vede Park e i suoi compagni affrontare i nemici della Corea del Nord in un conflitto su più vasta scala, che si apre in delle trincee. Ebbene, in questo livello - a differenza di tutti gli altri - è molto facile causare smembramenti con le proprie armi, così da produrre momenti di rara crudezza a base di arti volanti e teste che esplodono. In una sezione specifica inoltre bisogna resistere con un rapido QTE all'assalto di un nemico che prova ad abbattere Park con la baionetta del suo fucile. Gli scontri di trincea, la presenza massiccia di gore e gli assalti di baionetta sono chiarissimi rimandi al mai dimenticato Call of Duty World at War, che oltre a offrire a sua volta una grande campagna riuscì a porre l'accento sulla brutalità della guerra, soprattutto in missioni come "Little Resistance", che coi suoi scontri a distanza ravvicinata con l'esercito nipponico permetteva di osservare facilmente le mutilazioni causate ai nemici. Per chi come il sottoscritto ha apprezzato la costruzione degli incarichi di World at War - non sempre celebrati come dovrebbero - giocare a Trincerati è stato un po' come un piacevole ritorno al 2008.
Il Call of Duty dell'anno successivo rispetto a World at War è stato Modern Warfare 2, quello classico si intende. Parliamo di un altro sparatutto iconico, la cui campagna includeva un livello rivelatosi a dir poco controverso, che ad ogni modo ha scritto un'importante pagina nella storia del franchise.
Parliamo di "Niente Russo", in cui al fianco del terrorista Vladimir Makarov ci si dirigeva in un aeroporto in Russia per fare mattanza dei poveri innocenti che si trovavano lì. La missione si poteva saltare del tutto senza alcun tipo di penalità, e in generale era possibile evitare di partecipare attivamente al massacro, limitandosi a combattere con le sole guardie armate. Ad ogni modo, vivere momenti del genere dalla prospettiva del criminale poteva genuinamente shockare il giocatore, tra le urla dei civili in fuga per salvarsi la vita e il fragore degli spari dei terroristi. Ebbene, sappiate che Modern Warfare 4 ha il suo livello "dalla parte del cattivo", in cui bisogna vestire i panni di un soldato nordcoreano. Giustiziare in strada i civili rastrellati è fattibile senza problemi, invece sparare alle foto dei leader supremi del paese viene punito con l'uccisione istantanea. Inoltre nella caccia ai dissidenti al centro della missione si può tanto agire nel pieno rispetto degli ordini, ignorando le loro richieste di aiuto e portandoli al cospetto dei comandanti, quanto tentare di salvarli, arrivando a pagare con la vita questo "tradimento". A dirla tutta, la presenza di situazioni simili in un Call of Duty del 2026 proprio non ce l'aspettavamo.
Dal Modern Warfare 2 classico passiamo al suo predecessore, un