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Perché la Memory Card era indispensabile su PS1 e PS2?
I giocatori "datati" come noi, ricorderanno bene la sensazione provata nella prima era di PlayStation. Le prime due generazioni dell'ammiraglia Sony costringevano infatti gli utenti ad acquistare una o più Memory Card, accessori di gioco tutt'altro che secondari. Ma qual era il loro reale scopo?
Come suggerisce il nome stesso, si trattava di supporti di "memoria", utili per incasellare i vari salvataggi che, nel corso del tempo, si susseguivano uno dopo l'altro. PlayStation 1 e PlayStation 2 non vantavano alcuna memoria di archiviazione interna, tantomeno era possibile scrivere sui CD-Rom e i DVD dei giochi, a differenza di quanto accadeva con le cartucce che spesso disponevano di memoria di archiviazione con batteria tampone. Non essendoci alcuno spazio utile all'archiviazione dei salvataggi di gioco, capite bene che l'unica via percorribile andava proprio nella direzione di un supporto esterno. E da qui l'idea geniale di vendere le Memory Card, utili proprio in tal senso.
La primissima generazione di Memory Card prevedeva un quantitativo di memoria che oggi farebbe ridere anche i meno esperti del settore: 128 KB. Questi venivano a loro volta suddivisi in 16 blocchi uguali, di cui uno riservato al file system. Quindi i giocatori avevano a disposizione 15 blocchi sui quali destinare i propri salvataggi. 8 KB dovevano bastare per registrare i nostri progressi di gioco. Quindi in totale era possibile destinare fino a 15 salvataggi per ogni Memory Card. Tanti, pochi? Sicuramente se si era giocatori assidui, l'acquisto di una seconda o terza memory card con il tempo diventava inevitabile, a meno di non voler eliminare continuamente vecchi salvataggi.Esistevano anche Memory Card multipagina con display, schede più sofisticate e complesse con più slot e pagine di salvataggio, oltre ad un piccolo schermo per visualizzare la capienza della scheda.
Dunque diversi giocatori iniziarono ad acquistare più di una Memory Card, per assicurarsi che ogni singolo salvataggio di gioco potesse essere conservato a dovere, senza la necessità di fare spazio e cancellare i propri progressi - una scelta decisamente atroce per tanti. I più coraggiosi provavano a finire i giochi senza l'uso di memory card e dunque senza salvare, rendendosi conto però che l'impresa era quasi disperata.Con PS2 la questione iniziò a farsi più interessante. Le Memory Card di seconda generazione ospitavano fino a 8 MB di spazio, un lusso fino a pochi anni prima. C'è da dire che le Memory Card erano utili anche per condividere i salvataggi con gli amici e non a caso le custodie dei giochi PS2 disponevano al loro interno di uno spazio apposito per conservare le Memory Card, rendendole facilmente trasportabili.
Sony provò anche ad evolvere il concetto di Memory Card con la PocketStation, piccolo ovetto che fungeva sia da unità di memoria sia da console portatile per giocare con alcuni minigiochi scaricabili dai giochi supportati (come Final Fantasy VIII ad esempio o anche Ridge Racer Type-4 e Street Fighter Alpha 3). Un concetto che SEGA ha portato per prima sul mercato con la VMU del Dreamcast (1998), la PocketStation dal canto suo riscosse un discreto successo in Giappone ma non arriverò mai in Occidente.Con l'arrivo di console con hard disk di serie come Xbox 360 e PlayStation 3, le Memory Card andranno piano piano a sparire dal mercato, restando relegate a memoria storica dei primi anni 2000.
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