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5 RPG Square Enix dimenticati che meritano un ritorno su console moderne
Square Enix è un nome enorme nell'industria videoludica, eppure non tutti i suoi giochi di ruolo hanno avuto la fortuna di diventare una serie longeva. Alcuni sono rimasti legati a una sola epoca o a una piattaforma precisa, senza andare oltre, altri invece sebbene idee ancora oggi intriganti sono caduti nel dimenticatoio.
Di seguito cinque serie RPG che, per ragioni diverse, meriterebbero una nuova occasione.
Nel gioco del 1998, la detective Aya Brea dà la caccia a Eve, un’entità capace di risvegliare i mitocondri nelle cellule umane e provocare combustioni spontanee. L’ambientazione newyorkese e l’incrocio fra horror e gioco di ruolo gli danno un’identità precisa, mentre il sistema di combattimento, già allora poco convenzionale, sarebbe una buona base per una rilettura moderna. La serie ebbe due seguiti, ma è il primo capitolo quello col potenziale più grande per un remake.
Questo gioco aveva un'ambientazione davvero interessante e difficile da dimenticare. Infatti, Bloodmasque era un gioco di ruolo d’azione ambientato in una Parigi alternativa dell’Ottocento, dominata dai vampiri. Uscì nel 2013 per dispositivi Apple con touchscreen, una scelta che lo ha confinato a un pubblico ristretto. Kazutoyo Maehiro, che lavorò all'ambientazione, ha ricordato: «Penso che potrebbe essere interessante pubblicare di nuovo un gioco del genere, anche oggi». Un porting lo renderebbe almeno accessibile, mentre un reboot potrebbe dare spazio a un’ambientazione che, a quanto raccontò il producer Ryutaro Ichimura, aveva una storia alternativa di vampiri estesa per circa duemila anni.
Xenogears non ha mai avuto paura di puntare troppo in alto. Proprio la sua ambizione fatta di mecha, filosofia, dungeon e lunghe sequenze narrative rende affascinante un ritorno, sebbene sia difficile immaginare una semplice rimasterizzazione come soluzione. Sicuramente una nuova versione potrebbe conservare la forza della storia e dare più spazio all’esplorazione e ai combattimenti che sono venuti un po' meno nella seconda metà del gioco. Tuttavia, non è una cosa facile. Lo ha dichiarato anche Naoki Hamaguchi, director di Final Fantasy VII Rebirth. «Rifare qualcosa che viene da quell’epoca, da persona esperta che ha attraversato la serie di remake di FFVII, sembra un gioco difficile da realizzare».
Questo gioco parla di quattordici studenti di un’accademia militare che devono conciliare la vita scolastica con una guerra sempre più pericolosa. Una premessa interessante per un gioco che alterna legami fra compagni e battaglie, seguendo un gruppo di protagonisti invece di concentrarsi su un solo eroe. Alcune sequenze strategiche, dobbiamo dirlo, in cui si combatte per il controllo delle regioni, non avevano funzionato bene quanto la trama, tuttavia, l’idea di raccontare Final Fantasy attraverso una scuola e un cast corale aveva grande potenziale. Il remaster HD del 2015 ha riportato il gioco su altre piattaforme, ma un nuovo capitolo potrebbe sviluppare quella formula invece di lasciarla confinata a uno spin-off, e sarebbe il momento di farlo, dopo che la produzione del sequel fu cancellata quando Tabata passò a dirigere Final Fantasy XV e poi lasciò la compagnia.
Il viaggio nel tempo, un gruppo di personaggi memorabili e finali diversi a seconda delle scelte: Chrono Trigger, ancora oggi, ha diversi punti di forza che lo rendono meritevole di essere scoperto. Dai viaggi nel tempo a un gruppo di personaggi memorabili fino ai finali diversi che cambiano a seconda delle scelte. Square Enix ha già rimasterizzato il seguito Chrono Cross, ma un’edizione aggiornata dell’originale sarebbe qualcosa di apprezzatissimo dai fan. Il gioco è disponibile su Steam e dispositivi mobili, ma una nuova versione per console moderne permetterebbe una maggiore diffusione, senza che questo implichi per forza un remake. Anche un porting curato sarebbe un ritorno più che gradito per uno dei giochi di ruolo più amati dell’era Super Nintendo.
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