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>ANSA-REPORTAGE/ Gli americani in fila a New York, 'basta restare a guardare'
(di Gina Di Meo)
Lunghe code ai seggi in tutta
America, con gli elettori che si sono riservati in massa alle
urne per far sentire la loro voce. A New York, la città natale
di Donald Trump che poi l'ha ripudiato, la maggioranza è
compatta nel dire basta all'oligarchia politica, all'Ice e alla
forte disuguaglianza nella distribuzione della ricchezza. La
speranza è che i democratici si riprendano il potere a
Washington e si ritorni ai valori che garantiscano i diritti
civili e la giustizia fiscale.
"Ho votato per i democratici - ha detto all'ANSA Sandra
Douglas, ex dirigente del settore dei media e attualmente
assistente di volo di origini croate ma in Usa da oltre 30 anni
- perchè voglio che ritorni la democrazia in questo Paese, che
si metta fine agli squilibri sociali. Il voto è lo strumento che
abbiamo per liberarci dalla tirannia e dal totalitarismo
politico. I repubblicani sono destabilizzanti per l'umanità".
"Voto per i democratici da sempre - ha detto Jesse K. all'uscita
dal seggio elettorale di Baruch College - non ci si può fidare
dei repubblicani, abbiamo bisogno di un partito che lavori per
tutti. I repubblicani sono corrotti, sotto il loro governo
abbiamo avuto l'aumento dei prezzi, e ciò che l'Ice fa contro
l'immigrazione è orrendo. Sono un'infermiera e gli immigrati
hanno paura di andare negli ambulatori o all'ospedale quando
hanno bisogno delle cure mediche perché temono di trovare gli
agenti dell'Ice".
"Ho votato democratico per tutte le candidature - ha
spiegato Francesca Leoni, cittadina americana del 2000 - ma il
vero voto è quando si scelgono i candidati e avviene prima. Non
mi aspetto molto da queste elezioni, credo che sia tardi ormai
per recuperare una democrazia abusata da grandi poteri delle
corporation". "Sono fiscalmente repubblicano e socialmente
democratico ma ho preferito non votare perché non mi sento
rappresentato nè da Trump nè dai woke", ha detto perentoriamente
Ross McProc, di origini irlandesi.
Di parere opposto un italiano, che ha chiesto l'anonimato e
che si definisce indipendente, "Voto da quando sono cittadino
americano e penso sia importante farlo per partecipare alla vita
del paese in cui abito. E' sempre difficile dire che cosa ti
aspetti dall'esito del voto, sicuramente il miglioramento delle
condizioni di vita delle persone dovrebbe essere una priorità".
Spera nel ritorno dei democratici anche Mario F. insegnante.
"Voto - ha spiegato - perchè è l'unica occasione che abbiamo per
influenzare l'andamento di questo paese e la gestione
dell'immigrazione. Sono una risorsa, vanno gestisti ma senza
caccia alle streghe. Per quanto riguarda New York, la città deve
riuscire a trovare un equilibro tra lo sviluppo e il rispetto
dei diritti di tutti".
E' storicamente una democratica moderata Vivian Salomon anche
se ora fatica a riconoscersi nella direzione che sta prendendo
il partito. "Ormai accoglie - ha spiegato - personaggi e
posizioni che considero pericolosi. Mi preoccupa la svolta
troppo socialista e livelli di antisemitismo ormai
inaccettabili". Per la poltrona di governatore dello stato di
New York, preferisce il repubblicano Bruce Arthur Blakeman alla
democratica Kathy Hochul. "Vorrei un contrappeso alle politiche"
del sindaco di New York "Zohran Mamdani, che considero troppo
ideologiche e dannose per le finanze della città".
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