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C’è la mano della Russia dietro agli attacchi ai supermercati?
Gli attacchi a freezer e frigoriferi dei supermercati che nei giorni scorsi hanno colpito anche l’Italia sono stati rivendicati da due gruppi di criminali russi: si tratta di NoName057(16) e di Z-Pentest Alliance, intervenuti attraverso due canali Telegram ora non più raggiungibili. Entrambi sono già ben noti a chi segue le notizie a tema cybersecurity.
NoName057(16) è la stessa realtà responsabile di violazioni come quelle che hanno preso di mira banche, siti istituzionali, ministeriali, quelli delle Olimpiadi di Milano-Cortina e di Giorgia Meloni. Attiva dal 2022, fin dall’inizio della guerra in Ucraina, prende di mira obiettivi nei Paesi ostili alle politiche del Cremlino. A Z-Pentest Alliance è invece attribuita la compromissione di un acquedotto danese. Qui sotto il video pubblicato.
🔴BREAKING: due gruppi di hacker filorussi – NoName 057 e Z-Pentest – hanno rivendicato in un video gli attacchi ai supermercati europei, Italia compresa.
La rivendicazione è ancora da verificare, da qui il punto di domanda che chiude il titolo di questo articolo. Cita espressamente anche i marchi delle apparecchiature colpite. Si tratterebbe dei controller prodotti dalla danese Danfoss e della linea Dixell X della statunitense Copeland. Non sarebbero stati impiegati malware, con l’accesso avvenuto solamente facendo leva sui sistemi integrati.
Nella seconda parte del video compare quella che è a tutti gli effetti una minaccia, una sorta di monito. Come a dire: è stato un avvertimento, possiamo creare problemi e disagi ben più gravi. Il filmato si conclude poi mostrando un codice QR da scansionare, che a sua volta rimanda a un bot su Telegram.
La nostra portata si estende ai sistemi per la fornitura idrica, alle centrali elettriche, alle infrastrutture industriali e ai siti per la conservazione del cibo.
Cybernews riporta inoltre che NoName057(16) e Z-Pentest sono in possesso di un archivio con le credenziali di accesso utili per controllare da remoto gli impianti.
Per dimostrare che abbiamo il database, stiamo rilasciando un campione contenente oltre 2.500 righe. Contiene i dati di login e password per i dipendenti e i clienti (utenti) di Danfoss.
Il dito è puntato contro quella che è definita la negligenza digitale dell’Occidente.
Il problema non risiede nei pirati informatici malvagi, bensì nella negligenza sistemica degli operatori europei e americani, che per anni hanno ignorato i requisiti fondamentali di sicurezza informatica.