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Misogini e razzisti, le mail dai 'Combattenti dello stato maschile'
"Il vostro regime femminista se ne ricorderà per sempre". La frase è nella mail firmata dai "Combattenti dello Stato maschile", arrivata agli aeroporti italiani, che annunciava esplosioni entro sessanta minuti. La sigla rimanda al movimento ultranazionalista e misogino russo "Muzhskoye Gosudarstvo", noto come Male State, cioè Stato maschile, appunto. Dietro gli allarmi bomba sugli aerei ci sarebbero loro.
Misogini, razzisti, omofobi, proclamano un'ideologia descritta come "patriarcato nazionale". Il movimento nasce nel 2016 su VKontakte, una sorta di Facebook russo, per iniziativa del bodybuilder Vladislav Pozdnyakov. Nel mirino del gruppo ci sono in particolare le donne russe che hanno relazioni con uomini stranieri, soprattutto se non bianchi. Per queste ragioni, nel 2021, un tribunale russo ha dichiarato il movimento un'organizzazione estremista, vietandone le attività sul territorio nazionale. Nonostante la sentenza, il gruppo è rimasto attivo su Telegram e su forum privati. La figura di spicco è il suo fondatore Pozdnyakov, classe 1991, blogger e personal trainer. Un agente del caos dal fisico da culturista costantemente esibito sui social. E una condanna alle spalle, nel 2018, per istigazione all'odio contro le donne.
Due anni fa Pozdnyakov ha diffuso la notizia della sua uccisione a Komodo, in Indonesia, per poi ammettere che si trattava di una messinscena per dare ai follower una scarica di dopamina. "Pretendete guerre, attentati, shock, e io ve li do", si è vantato. I Combattenti dello Stato maschile si sono inoltre espressi a favore della guerra in Ucraina. Un'inchiesta del sito Bellingcat ha messo in luce post antisemiti e inviti a giustiziare i leader ucraini presenti nei canali del gruppo. Fu Pozdnyakov a diffondere per primo il video della decapitazione di un prigioniero ucraino. Più in generale, Male State si inserisce nella galassia della "manosfera", una rete di influencer e comunità online che promuove la supremazia maschile e ideologie di estrema destra. Lo stesso Pozdnyakov è stato soprannominato "l'Andrew Tate russo", dal nome dell'influencer anglo-americano, condannato per traffico di esseri umani, che ha accumulato miliardi di visualizzazioni con tesi sul dominio maschile e la sottomissione femminile.