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Apple e l’abbraccio a Trump, i Democratici preparano un’inchiesta
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Apple potrebbe essere al centro di un’inchiesta del futuro Congresso americano a maggioranza democratica. Cupertino, insieme ad altre grandi aziende tecnologiche, è nel mirino dei parlamentari che intendono fare luce sui rapporti tra Silicon Valley e Donald Trump e sulle scelte con cui le imprese avrebbero assecondato alcune delle politiche più controverse della sua amministrazione.
A rivelarlo è un’inchiesta pubblicata oggi dal Washington Post, basata sulle testimonianze di cinque fonti tra collaboratori parlamentari, avvocati, lobbisti e investitori, oltre che su registrazioni di riunioni riservate.
Nel caso di Apple, l’attenzione dei Democratici si concentra sulle applicazioni legate al monitoraggio dell’ICE, l’agenzia federale incaricata di applicare le leggi sull’immigrazione, diventata uno degli strumenti principali della politica di espulsioni voluta da Trump.
Il Washington Post non precisa quali applicazioni saranno esaminate, ma la questione richiama la vicenda di ICEBlock, rimossa dall’App Store nell’ottobre 2025 su pressione del Dipartimento di Giustizia. L’app consentiva agli utenti di segnalare la presenza degli agenti dell’immigrazione, avvertendo altre persone delle operazioni in corso.
Apple aveva giustificato la rimozione sostenendo che queste applicazioni potevano mettere in pericolo gli agenti federali. I Democratici contestano invece le pressioni esercitate dal governo e il possibile coinvolgimento di Cupertino in una limitazione della libertà di espressione.
Il deputato Jamie Raskin aveva già chiesto spiegazioni ad Apple e, lo scorso settembre, aveva sollecitato un riesame delle rimozioni, mettendo in dubbio le motivazioni di sicurezza fornite dall’azienda.
La questione si inserisce nel quadro di un rapporto stretto tra Cupertino e la Casa Bianca. Apple ha cercato di mantenere buone relazioni con Trump, soprattutto per difendere i propri interessi industriali dalle politiche commerciali e dai dazi, arrivando ad assecondarlo su iniziative controverse. È il caso del contributo da 25 milioni di dollari alla nuova sala da ballo della Casa Bianca, una delle donazioni più consistenti ricevute per il progetto voluto dal presidente.
Cupertino ha inoltre annunciato un piano di investimenti da 600 miliardi di dollari in quattro anni negli Stati Uniti, andando incontro alle ambizioni di Trump di riportare negli USA una parte della produzione e della filiera tecnologica.
Tutto questo sullo sfondo della vicenda dei dazi, che avrebbero potuto incidere pesantemente sulle strategie industriali di Apple. Le esenzioni ottenute, già finite sotto l’esame dei Democratici, le successive modifiche alle tariffe e i rimborsi hanno però contribuito a limitarne le conseguenze sui conti dell’azienda.