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Gli abusi e la povertà, Katherine racconta la sua storia al Papa
Sono storie difficili quelle che sfilano davanti al Papa che oggi ha deciso di visitare il quartiere di Casavalle, alla periferia di Montevideo. Come quella di Katherine Silva. "A soli 8 anni - ha raccontato nella sua testimonianza davanti al Papa - ho dovuto prendermi cura di mia madre non vedente. Ho vissuto violenze e abusi e, a 15 anni, sono finita in strada. Ho attraversato momenti molto bui, ho preso decisioni che mi hanno fatto del male e, quando credevo di avere una famiglia, con una figlia di pochi mesi, ho subìto nuovamente violenze quasi al punto di perdere la vita". Quindi a prevalere è stata per anni la rabbia: "Per molto tempo ho vissuto piena di collera, paura e tristezza, arrabbiata con tutti, con me stessa e con Dio. Non riuscivo a voler bene a me stessa e neppure a mia figlia. Ho persino pensato di lasciarla. Ma oggi so che è stato Dio a trattenermi".
L'incontro con la Chiesa è avvenuto attraverso il Movimento Tacurú. "Mi sono avvicinata cercando lavoro e ho trovato una famiglia che mi ha avvicinato a Dio: ho fatto esperienza di Lui attraverso persone che mi salutavano, mi abbracciavano e si preoccupavano per me. Sono arrivata a pezzi e, con pazienza e amore, mi hanno aiutato a ricompormi, un tassello alla volta", ha detto ancora Katherine.
"Oggi posso abbracciare mia figlia, giocare con lei e sentirmi madre. Non è tutto risolto, continuo a lottare, ma nel mio cuore ho pace e tranquillità. Questa esperienza di Dio mi spinge a essere luce per gli altri. Per questo chiedo a lei - ha detto rivolgendosi a Leone XIV - e alla Madre Chiesa di non lasciarci la mano, di guardarci negli occhi e di dirci: 'Andate avanti, è possibile', perché Dio e la Madonna ci tengono per mano, ci sostengono e ci spronano fino alla fine. Grazie, caro Papa Leone, per averci teso la mano oggi".