// MACITYNET — MOBILE & WEB
iPhone, la nuova strategia chip per separare i Pro dai base
Questo sito contiene link di affiliazione per cui può essere compensato
Dietro l’angolo ci sono i processori da 2 nanometri, ma nel mirino per l’iPhone più remoto di cui si può parlare oggi c’è già la versione da 1,4 nanometri, in un progresso che ha un senso commerciale e anche di marketing. Lo si evince dalla tabella di marcia dei processori che Apple ha in programma e di cui parla Mark Gurman.
Il primo chip della sequenza ad arrivare, come previsto, è l’A20 Pro, nome interno Borneo. Debutterà su iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e sul primo iPhone Ultra, nome probabile dell’iPhone pieghevole. La scelta è la stessa fatta con A19 Pro, che troviamo sulla gamma iPhone 17 Pro ma anche su iPhone Air, seppure in una versione depotenziata. Potrebbe essere così anche per Ultra, che si piazzerà in un contesto molto simile: necessità di fornire potenza elevata, ma senza esagerare per problemi di raffreddamento.
Il modello standard iPhone 18 seguirà una strada diversa. Non arriverà, come noto, insieme ai Pro, ma l’anno successivo, con un processore differente: l’A20 in versione base, chiamato internamente Banda.
Una scelta non insolita per Apple, ma con sei mesi di distanza dal lancio della versione Pro la distanza tecnica e prestazionale rispetto ai modelli di punta si allunga, ben oltre quella che separa oggi iPhone 17 Pro e iPhone 17. Una strategia che separa sempre più nettamente i due segmenti, anche dal punto di vista del marketing: chi vuole il salto generazionale vero deve guardare al Pro, mentre il modello base si allontana progressivamente dal podio tecnologico della gamma.
Nel 2027 tocca anche all’A21, a 2 nanometri, nome interno Naxos, prodotto da TSMC e destinato ai modelli celebrativi per i vent’anni dell’iPhone. Il passaggio ai 2 nanometri porta maggiore efficienza, più capacità di calcolo e consumi più controllati, elementi decisivi in una fase in cui gli iPhone dovranno gestire funzioni AI più complesse, elaborazione fotografica avanzata e nuove forme di interazione con Siri e Visual Intelligence.
Apple lavora anche a un successore del normale iPhone 18, con una versione standard di A21 chiamata internamente Nimos, in arrivo a metà 2028 a confermare la separazione sempre più netta tra chip per i modelli Pro e chip per i modelli standard.
Poco dopo debutta l’A22 Pro, previsto per gli iPhone di fascia superiore del 2028 con tecnologia produttiva a 1,4 nanometri, e promette di superare di gran lunga l’A21 base che dovrebbe arrivare sull’iPhone 19, ammesso che si chiamerà così.
Sulla produzione, Apple continua a lavorare soprattutto con TSMC, ma valuta anche Intel per una parte della produzione futura, una diversificazione utile a ridurre la dipendenza da un’unica catena produttiva.
Le offerte dell'ultimo minuto le trovi nel nostro canale Telegram