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I prodotti Apple aumenteranno di prezzo. Cook: «È inevitabile»
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Apple si prepara ad aumentare i prezzi dei suoi prodotti. A confermarlo è stato Tim Cook in un’intervista esclusiva al Wall Street Journal, nella quale il CEO ha definito “inevitabili” i rincari legati all’esplosione dei costi di DRAM e NAND.
La causa è la ben nota crisi della memoria. La domanda di chip DRAM e NAND generata dai server AI ha travolto la disponibilità di questi componenti, e i prezzi sono quadruplicati da quando Google, Microsoft, Meta e Amazon hanno annunciato i loro piani di investimento in infrastrutture AI, secondo i dati raccolti dal Wall Street Journal.
«Stiamo facendo il possibile per mitigare i forti rincari che ci vengono trasferiti, e abbiamo cercato di proteggere i nostri clienti dagli aumenti, ma la situazione è diventata insostenibile e gli aumenti sono inevitabili a questo punto»
Cook si è concentrato sul mercato DRAM, segnalando le crescenti allocazioni verso la memoria ad alta banda usata nei server AI.
«C’è meno offerta in un momento in cui i consumatori vogliono dispositivi e chi produce memoria sta trasferendo enormi aumenti di prezzo. Abbiamo decisamente bisogno che i prezzi e le forniture di memoria tornino a livelli ragionevoli per i prodotti di consumo. Questo è il punto. Siamo di fronte ad un’inondazione che capita una volta ogni cento anni. Non ho mai visto niente di simile in nessun settore in oltre 40 anni».
Cook non ha specificato tempistiche né prodotti coinvolti, ma nei mesi scorsi sono apparsi segnali molto chiari di grande sofferenza soprattutto per i computer: a maggio Apple ha eliminato silenziosamente la configurazione entry level del Mac mini da 256GB, facendo salire il prezzo d’ingresso di 250 euro in una notte, senza alcun comunicato ufficiale. Altri prodotti hanno visto un aumento di prezzo di fatto, sempre attraverso l’eliminazione dei modelli con meno capacità del disco, quelli con margini inferiori.
Sul fronte iPhone la situazione resta più sfumata: alcuni analisti continuano a scommettere su prezzi invariati per iPhone 18 Pro, puntando su una compressione moderata dei margini grazie al peso crescente dei Servizi.
Quel margine però si restringe anche per un altro motivo: la nuova Siri AI presentata alla WWDC 2026 richiede 12 GB di RAM per il modello eseguito sul dispositivo, soglia che esclude l’iPhone 17 base e che costringerà Apple a equipaggiare con più memoria anche i modelli economici della prossima generazione, nel momento peggiore per farlo.
TechInsights stima che, per mantenere gli stessi margini attuali, Apple dovrebbe aggiungere circa 270 dollari al prezzo del prossimo iPhone Pro. Morgan Stanley stima un aumento del 15% sui prezzi di smartphone e PC negli Stati Uniti quest’anno.