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Fable ritorna in grande stile tra demoni, eroine e scelte morali
Fable promette un mix tra toni fiabeschi e atmosfere oscure, con un sistema morale evoluto, gestione economica, relazioni e personalizzazione avanzate.
L'operazione di revival messa in piedi dal collettivo inglese Playground Games (già noti per la celeberrima serie di racing arcade Forza Horizon) sotto l'egida di Xbox Game Studios sembra rispondere ai medesimi dettami, ereditando stilemi narrativi e tonali chiaramente affini. Basti pensare al trailer di debutto, incentrato sulla bizzarra figura dell'occhialuto gigante Dave o quello che (ri)presentava al grande pubblico il quartiermastro della Gilda Humphry The Golden, mettendo in risalto il rinomato tormentone delle galline di Fable: tutti elementi perfettamente inseriti nell'immaginario tipico della saga, volti a sottolineare l'aderenza di questo nuovo capitolo ai capisaldi del brand.Ebbene, dal momento che mancava all'appello il rovescio della medaglia, Xbox Game Studios ha ben pensato di concentrare il nuovo trailer sull'anima più crepuscolare della saga, alzando il sipario, tra le altre cose, su due delle principali minacce che incombono su questa moderna rivisitazione reame da fiaba di Albion: una è un personaggio inedito, l'altra è...una vecchia conoscenza.
La prima a fare capolino sullo schermo è Isabel, presentata come "l'eroina della Palude Fantasma". Stiamo parlando di un'antagonista del tutto nuova, mossa da intenti nefasti ma caratterizzata da un passato tragico, rivelato per sommi capi da un lungo monologo che accompagna alcuni nuovi frammenti di gameplay.
La giovane (interpretata dall'attrice britannica Hayley Hatwell, consacrata nella cultura pop come la Peggy Carter del Marvel Cinematic Universe o la Grace degli ultimi Mission Impossible) è una ex allieva del già citato Humphry, prima che un evento particolarmente straziante le facesse perdere qualunque fede negli Eroi della Gilda e nel futuro di Albion. La ragazza racconta di essere nata nel difficile territorio della Palude Fantasma, già nota ai veterani della saga come una delle regioni più infestate e pericolose di Fable II, ma di non aver mai avuto accesso ai suoi poteri fino a quando, durante quello che pare essere stato un terribile naufragio, ha dovuto assistere inerme alla dipartita della cara sorella. Da quel momento, animata dal dolore per la sua perdita e da un distorto senso di giustizia, ha giurato di ristabilire l'ordine ad Albion imponendo con la forza la sua ferrea volontà sulle terre del reame: del resto, "il mondo non ha bisogno di eroi. Ha bisogno di UN eroe. E quell'eroe sarà solo lei".Mentre Isabel ripercorre la sua storia e critica aspramente la deriva che (a suo giudizio) ha preso la Gilda di cui un tempo faceva parte, possiamo dare uno sguardo ad alcuni brevi segmenti di gameplay che ci forniscono un ulteriore assaggio dei connotati che sta assumendo la nuova opera di Playground Games: prima vediamo l'Eroe di Briar Hill combattere contro un famelico Balverino in una foresta al chiaro di luna; poi fronteggiare spettri, non morti e malefici Hobbe; poi battersi contro rospi giganti e anche contro avversari umani.
In tutti questi frangenti, il ForzaTech Engine proprietario del team di Leamington sembra promettere meraviglie grazie a una modellazione poligonale di prim'ordine, un comparto animazioni ben strutturato e un sistema di illuminazione davvero credibile. Nemmeno il tempo di lustrarsi gli occhi davanti a tanta bellezza che il trailer ci mostra il ritorno di una delle feature più amate dagli appassionati della serie: le Porte del Demonio.Queste ultime, nella trilogia originale, erano porte dall'aspetto antropomorfo disseminate un po' ovunque nel mondo di gioco e che nascondevano un ampio ventaglio di sfide opzionali da completare in cambio di succose ricompense: da enigmi da risolvere a spassosi minigiochi, passando per scontri e boss segreti. Sospettiamo che avranno un funzionamento analogo anche in questa nuova incarnazione di Fable, un intelligente stratagemma per rimpolpare l'