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Quanto potere ha Apple sulle app? 40 minuti al buio di Telegram lo dimostrano
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Apple ha rimosso temporaneamente Telegram dall’App Store dopo avere individuato contenuti che violavano le sue regole contro il materiale pedopornografico (noto anche come CSAM, Child Sexual Abuse Material). L’applicazione è poi tornata disponibile circa quaranta minuti più tardi, dopo l’intervento immediato degli sviluppatori.
La rimozione è avvenuta nella serata di lunedì, intorno alle 21:30 sulla costa orientale degli Stati Uniti le 4,30 in Italia. Cercando Telegram sull’App Store, l’app non compariva più tra i risultati, mentre il collegamento diretto alla scheda restituiva un messaggio di pagina non disponibile.
Apple ha confermato che la rimozione era legata alla presenza di contenuti contrari alle linee guida dell’App Store, in particolare alle regole che vietano qualsiasi materiale relativo agli abusi sessuali sui minori e che la decisione era stata assunta dopo che una revisione aveva individuato contenuti in violazione delle sue rigide regole contro il CSAM.
L’applicazione è stata successivamente ripristinata dopo che Telegram ha rimosso tempestivamente il materiale e ha bloccato l’utente responsabile della pubblicazione.
Telegram ha precisato che l’intervento di Apple sarebbe stato provocato dall’attività di un singolo utente. Secondo la società, Apple avrebbe segnalato un account impegnato nella condivisione di materiale CSAM, account che sarebbe stato immediatamente bannato.
La piattaforma ha inoltre dichiarato di avere rimosso nel corso del 2026 oltre 337.900 gruppi e canali collegati a contenuti di questo tipo. Nel 2025 le rimozioni erano state 29.640, anche in seguito alle segnalazioni ricevute da organizzazioni come il National Center for Missing & Exploited Children.
Non è la prima volta che Telegram viene rimossa dall’App Store. Nel febbraio del 2018 Apple aveva già ritirato sia Telegram sia Telegram X per la presenza di quelli che il fondatore Pavel Durov aveva definito contenuti inappropriati.
Le due applicazioni erano tornate disponibili soltanto dopo l’introduzione di ulteriori misure di sicurezza e nuovi strumenti per impedire la diffusione di contenuti vietati.
Questa volta la sospensione è durata appena quaranta minuti, ma l’episodio mostra ancora una volta quanto rapidamente Apple possa intervenire sulle applicazioni distribuite attraverso il proprio negozio digitale, anche quando il problema riguarda l’attività di un singolo account.