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Abbiamo provato The Grounds in FC 27 : il calcio si fonde con la strada e la cultura pop
FC 27 introduce The Grounds, nuovo hub open world che porta il calcio nelle strade tra sfide arcade, personalizzazione avanzata e eventi stagionali.
La svolta di FC 27 sta tutta in un'idea: far uscire il pallone dagli stadi per calarlo direttamente nella strada e nella cultura pop. Per farlo, nasce The Grounds: un grande spazio aperto e condivisibile che manda in pensione i vecchi menu per spalancare le porte a tre quartieri simbolo del calcio globale, liberamente esplorabili, e interagibili, con un avatar in terza persona. C'è la "Londra" dei campi in gabbia, dove l'asfalto impone un gioco fisico, sporco e reattivo; c'è la "Parigi" dell'alta moda e dei playground di periferia, dove l'estetica e i capi streetwear contano quanto una finta di corpo; e c'è "Buenos Aires", un esplosione di murales, musica e fútbol de barrio fondato su quell'istinto anarchico del dribbling a ogni costo. La scelta di fondo la spiegano bene gli stessi autori: "Non volevamo creare semplicemente un nuovo menu tridimensionale, ma un mondo vivo in cui la cultura del calcio di strada potesse respirare. Che si tratti di un campo in gabbia a Londra, di una corte parigina o di un barrio a Buenos Aires, ogni distretto offre un modo unico di vivere il gioco".
Dietro la superficie d'impatto si nasconde una struttura di crescita dell'avatar parecchio articolata, che strizza l'occhio ai ruolistici moderni. La base di partenza è definita dagli Archetipi, le fondamenta fisiche su cui costruire il giocatore, ma la vera personalizzazione passa per le Masteries: un intricato albero di abilità che premia le ore trascorse sul campo con tocchi di classe, contrasti più efficaci e letture di gioco avanzate.
Per spiazzare le partite arrivano poi gli Amp, ovvero modificatori consumabili da attivare al momento giusto per strappare un extra di fiato nel finale o trovare la gran giocata dalla distanza. Il team ha riassunto l'obiettivo di questo mix con parole molto chiare: "L'obiettivo delle Masteries e degli Amp è dare reale significato a ogni partita giocata. Vogliamo che gli utenti possano sperimentare continuamente nuove combinazioni, creando uno stile di gioco che sia una vera e propria firma personale sul campo".Girovagando per le piazzette e i campetti di The Grounds ci si imbatte però non solo nelle varie attività possibili, i campetti presso cui entrare in coda aspettando, o invitando, altri player online, ma anche nei Mentor: figure chiave per il "gioco in solitario" dentro all'open world, a cui fare riferimento per sbloccare cutscene, dialoghi, sfide e premi unici.
Se Mbappé, uno dei mentor, mette alla prova lo scatto bruciante sul lungo, Dybala pretende ricami col mancino e controllo nello stretto, con Chloe Kelly pronta invece a testare la freddezza sui palloni alti e i cross millimetrici. In mezzo a tante star contemporanee spunta la sorpresa più grande: il ritorno di Alex Hunter.
L'ex prodigio della trilogia Il Viaggio ricompare nelle vesti di veterano e guida, offrendo compiti narrativi che ripercorrono le tappe del suo passato. Una presenza che gli sviluppatori hanno commentato così: "Riportare Alex Hunter all'interno di The Grounds è stato un passaggio naturale. Alex rappresenta la storia della narrazione nel nostro franchise, e vederlo affiancare campioni del calibro di Mbappé e Dybala chiude un cerchio fondamentale per la community".Tutto questo ecosistema è sorretto da un'ossatura Live Service pensata per non far morire mai l'interesse: tra eventi a tempo che trasformano l'aspetto dei quartieri, regole speciali che stravolgono le partite della domenica, drop di abbigliamento firmato da marchi reali e sfide per la supremazia del proprio distretto, l'hub si propone come un ritrovo multiplayer in continua mutazione, capace di dare un motivo diverso per connettersi ogni settimana.
L'ambizione di The Grounds si misura però nella sua capacità di abbattere le barriere tra chi cerca il puro intrattenimento disimpegnato e chi pretende una competizione feroce,