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Un angolo d'Amazzonia potrebbe ospitare 40.000 specie di insetti
Centinaia di scienziati brasiliani stanno conducendo il più vasto censimento della biodiversità degli insetti mai realizzato nell’Amazzonia dal suolo alla chioma. I primi dati, presentati nel programma online dell’incontro annuale della Società brasiliana per il progresso della scienza, suggeriscono che una sola area della foresta possa ospitare oltre 40.000 specie di insetti. La stima è preliminare, ma corrisponderebbe a quasi lo 0,7% dei circa sei milioni di specie viventi ipotizzati a livello mondiale.
Il progetto coinvolge ricercatori di numerose istituzioni, fra cui l’INPA, l’Istituto nazionale di ricerca dell’Amazzonia con sede a Manaus. Il censimento esplora anche gli strati più alti della vegetazione, generalmente molto meno studiati rispetto al terreno forestale. Secondo i responsabili, estendere il campionamento ad altre zone potrebbe far crescere notevolmente il numero delle specie individuate, ma serviranno ulteriori dati per misurare l’effettiva entità di questo aumento.
Gli scienziati hanno installato tre serie di trappole a cinque livelli. In ogni serie, una trappola è collocata sul terreno, un’altra a circa 30 metri di altezza e le restanti occupano quote intermedie. Gli insetti che entrano nelle reti vengono convogliati in contenitori pieni di etanolo, una sostanza che li conserva e permette di recuperare il materiale genetico necessario alle analisi.
I dispositivi hanno funzionato senza interruzioni per 14 mesi all’interno di un’area di 10.000 ettari nell’Amazzonia centrale, nel nord del Brasile. Per intercettare animali difficili da raccogliere con le sole reti verticali, il gruppo ha inoltre organizzato una campagna intensiva impiegando circa 50 tecniche supplementari. Carne in decomposizione è stata usata per attirare mosche e coleotteri necrofagi, mentre le trappole luminose hanno consentito di campionare gli insetti notturni.
Nel complesso sono stati raccolti 5,5 milioni di esemplari. Circa 600.000 campioni saranno sottoposti a sequenziamento parziale attraverso il DNA barcoding, che confronta brevi frammenti di DNA per distinguere rapidamente grandi quantità di organismi. Il metodo può segnalare gruppi geneticamente differenti, ma non sostituisce da solo l’esame tassonomico necessario per stabilire se un esemplare appartenga davvero a una specie mai descritta.
Una rete di quasi 400 tassonomisti integrerà quindi le informazioni genetiche con l’analisi delle caratteristiche fisiche degli insetti. Quando le differenze risulteranno sufficienti, i ricercatori dovranno preparare descrizioni formali e assegnare un nome alle nuove specie. Tra le possibili fonti d’ispirazione figurano parole delle lingue dei popoli indigeni amazzonici, nomi di fiumi locali e figure legate alla storia regionale.
La cifra di 40.000 specie non rappresenta ancora un conteggio definitivo: deriva dai risultati iniziali e potrà cambiare con il completamento delle sequenze e delle verifiche morfologiche. Il lavoro mostra però quanto rimanga incompleta la conoscenza dell’entomofauna amazzonica, soprattutto negli strati superiori della foresta. Trasformare milioni di esemplari in un inventario affidabile richiederà anni di confronti, classificazioni e descrizioni scientifiche.
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