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Starship potrebbe tornare in volo, ma SpaceX alza la posta
SpaceX punta a riportare Starship in volo entro fine mese con una missione molto più ambiziosa del precedente test. L'azienda vuole collocare satelliti operativi in orbita e tentare per la prima volta di recuperare lo stadio superiore direttamente con la torre di lancio. Il programma resta subordinato al via libera delle autorità, ma riunirebbe in un solo volo due prove decisive per il futuro del sistema.
Il Flight 14 dovrebbe impiegare Ship, lo stadio superiore alto circa 52 metri, insieme al gigantesco booster del primo stadio. Elon Musk ha dichiarato durante la prima trimestrale pubblica della società che le condizioni tecniche sembrano favorevoli per provare la cattura di Ship. Finora la torre ha già recuperato il booster in tre test, mentre non ha mai tentato la stessa manovra con il veicolo superiore.
La fiducia deriva dal comportamento del precedente Flight 13. Ship ha completato il rientro atmosferico e un ammaraggio controllato nell'Oceano Indiano, mentre il Super Heavy ha svolto la parte iniziale del volo. Secondo SpaceX, lo scudo termico e il resto del veicolo hanno superato la discesa in condizioni molto buone. Musk considera risolto il problema della protezione termica, ma si tratta ancora della valutazione dell'azienda, da confermare attraverso altri voli.
La missione dovrebbe inoltre trasportare una serie di satelliti Starlink V3. Flight 13 ne aveva rilasciati 20 durante una traiettoria suborbitale; questa volta l'obiettivo è inserirli in un'orbita operativa. La conseguenza industriale sarebbe concreta: un lanciatore capace di distribuire carichi utili e tornare rapidamente alla torre ridurrebbe i tempi tra due missioni, avvicinando il riutilizzo rapido promesso dal progetto.
Questa capacità servirebbe anche ai programmi più lontani dal tradizionale mercato dei lanci. SpaceX prevede di iniziare a schierare nel 2027 i primi veicoli operativi di Starmind, una proposta di costellazione composta da data center per l'intelligenza artificiale. Il progetto si inserisce nella corsa alle infrastrutture di calcolo specializzate, che comprende anche modelli IA aperti per il quantum computing, ma aggiunge la difficoltà di portare e alimentare grandi quantità di hardware nello spazio.
Per chi segue hardware e infrastrutture, Starship non è quindi soltanto un razzo più grande. La torre, il sistema di protezione termica, i motori e le procedure automatizzate di recupero devono funzionare come componenti di una piattaforma logistica integrata. Se la cattura riuscisse, SpaceX eliminerebbe l'ammaraggio di Ship e potrebbe studiare direttamente il veicolo recuperato, accelerando ispezioni, modifiche e preparazione del volo successivo.
Restano però ostacoli sostanziali. Il Flight 14 richiede ancora l'autorizzazione regolatoria, mentre una cattura riuscita non dimostrerebbe automaticamente la possibilità di ripetere l'operazione con regolarità. Anche la previsione di arrivare ad almeno un volo al giorno entro circa un anno è un obiettivo dichiarato da Musk, non una capacità già provata. Serviranno missioni consecutive, carichi realmente operativi e recuperi affidabili prima di parlare di una routine industriale.
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