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TCL riscrive le regole con la nuova linea di televisori SQD-Mini LED
Cosa cerchiamo in un televisore nel 2026? Beh, innanzitutto una risoluzione adeguata che ci permetta di godere dei nostri contenuti in 4K, ovviamente dei neri assoluti o quasi, dopodiché che abbia una luminosità sufficiente per non sembrare quasi spento quando il sole entra dalla finestra. Poi magari un comparto audio capace di farci capire ogni dialogo senza dover ricorrere a una soundbar esterna, uno spessore ridotto e, perché no, un design che elimini qualsiasi distrazione visiva. Beh, se vi dicessi che esiste un televisore che racchiude tutte queste caratteristiche e che, soprattutto, non è un OLED?
Si tratta del nuovo TCL X11L e quando ho scoperto che non si trattava di un OLED, lo ammetto, sono stato il primo ad avere dei dubbi. Le immagini che avevo visto sembravano troppo belle per essere vere e così, quando TCL mi ha invitato a Milano per vederlo e testarlo, dal vivo, non me lo sono fatto ripetere due volte perché non è la prima volta che TCL mi stupisce con la qualità dei suoi prodotti.
Infatti è bastato accenderlo per rimanere totalmente ammaliato dal lavoro svolto dall’azienda. La prima cosa che colpisce non è la luminosità, e nemmeno la definizione, ma sono i neri. Quelli che normalmente associamo agli OLED e che aumentano l’immersione al punto da restituire la sensazione che l'immagine galleggi nello spazio.
Il merito di questo risultato è da appuntare alla nuova tecnologia SQD-Mini LED, che TCL ha portato a un livello sorprendentemente alto. La sensazione visiva è incredibilmente vicina a quella di un OLED, ma con alcuni vantaggi che, nell'utilizzo quotidiano, possono fare una differenza enorme.
Il primo è l'assenza totale del rischio di burn-in. Non importa quante ore si lasci un'interfaccia di gioco, un canale televisivo o un desktop fisso sullo schermo: il decadimento organico semplicemente non esiste perché non ci sono materiali organici destinati a deteriorarsi nel tempo.
Il secondo riguarda la luminosità. I modelli da 98 pollici e da 85 pollici raggiungono un picco di 10.000 nit, mentre la versione da 75 pollici arriva a 9.000 nit. Numeri che, al di là del valore assoluto, si traducono in un impatto visivo davvero impressionante, soprattutto durante la riproduzione di contenuti HDR o nelle stanze molto illuminate, come quella dello showroom dove ho testato il televisore.
Naturalmente i numeri raccontano solo una parte della storia. Quello che conta davvero è il modo in cui questa luminosità viene gestita. Per spiegarlo nella maniera più semplice possibile basta immaginare il pannello come un mosaico composto da migliaia di piccolissime aree indipendenti. Ogni gruppo di Mini LED interviene esclusivamente dove serve, illuminando soltanto le porzioni dell'immagine che devono realmente emettere luce e lasciando completamente spente tutte le altre.
È un funzionamento che ricorda molto la filosofia degli OLED, ma con la potenza luminosa tipica dei migliori Mini LED. Il risultato è una profondità dell'immagine che difficilmente ci si aspetterebbe da una tecnologia di questo tipo. Le scene notturne mantengono dettagli perfettamente leggibili senza trasformare il nero in grigio, le alte luci acquistano un'intensità quasi tridimensionale e, soprattutto, viene drasticamente ridotto quel fastidioso effetto alone che spesso accompagna molti televisori Mini LED tradizionali. Guardandolo dal vivo la sensazione è quella di avere davanti un vero e proprio OLED... soltanto molto più luminoso.
Anche l'audio gioca un ruolo fondamentale nell'esperienza complessiva. L'X11L integra infatti un impianto Bang & Olufsen da 360 W, composto da sette altoparlanti che lavorano insieme per distribuire il suono lungo tutto il televisore, sfruttando la disposizione posteriore degli speaker per creare un fronte sonoro molto più ampio rispetto a quello a cui siamo normalmente abituati.
Ovviamente un testo non può restituire fedelmente ciò che si percepisce dal vivo, ma dopo aver ascoltato alcune demo all’interno dello showroom mi è