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QuiX Quantum lancia il processore fotonico pronto per i rack
QuiX Quantum ha reso disponibile Alquor 2.0, un processore fotonico quantistico progettato per essere installato nei rack da laboratorio. La piattaforma punta a sostituire parte delle complesse configurazioni realizzate sui tavoli ottici con un sistema integrato, programmabile e riproducibile, riducendo le operazioni manuali necessarie per allineare e stabilizzare gli esperimenti.
Il processore viene proposto nelle configurazioni da 8, 20 e 32 modalità, così da adattarsi a esperimenti di diversa complessità. Le modalità rappresentano i percorsi ottici controllabili dal circuito e non devono essere confuse con un numero equivalente di qubit universali. L'azienda dichiara inoltre di avere già distribuito più di 20 sistemi Alquor presso organizzazioni di ricerca.
Alla base della piattaforma si trovano circuiti integrati in nitruro di silicio, materiale scelto per contenere le perdite ottiche e consentire il funzionamento a temperatura ambiente. Alquor 2.0 introduce anche l'architettura PACU, ossia la Photonic Assembly Control Unit sviluppata per gestire il dispositivo in maniera stabile e programmabile, limitando gli interventi ripetitivi sull'infrastruttura sperimentale.
Dal punto di vista dell'integrazione, il sistema utilizza un formato 3U da 19 pollici, con connettività Ethernet e un'interfaccia Python. Queste caratteristiche permettono di inserirlo nei flussi di automazione già impiegati nei laboratori e nelle infrastrutture di ricerca. Nel mercato dei processori, la specializzazione sta assumendo forme molto diverse: l'evoluzione dei chip Atom affidati a una startup riguarda il calcolo classico, mentre Alquor affronta elaborazioni fondate sulla propagazione e sull'interferenza della luce.
La principale differenza rispetto a un apparato ottico costruito su misura riguarda la ripetibilità. Un tavolo sperimentale tradizionale può richiedere regolazioni frequenti e personale specializzato per mantenere correttamente allineati i diversi componenti. QuiX propone invece una piattaforma chiusa e controllabile via software, pensata per lasciare ai ricercatori più tempo per la definizione e l'esecuzione degli esperimenti.
Il sistema è già stato impiegato da gruppi indipendenti. ENEA e INFN Roma Tre hanno utilizzato una versione a 20 modalità per simulare passeggiate quantistiche con perdite e confini assorbenti controllabili. L'Università di Paderborn e HQS Quantum Simulations hanno invece ricostruito spettri vibronici molecolari, collegando il Gaussian boson sampling a sistemi chimici reali. Un'altra collaborazione con Fraunhofer IOF e Menlo Systems ha confrontato campionamenti gaussiani e non gaussiani nello stesso esperimento su un processore a 12 modalità.
Alquor 2.0 non elimina la complessità scientifica degli esperimenti quantistici, ma trasferisce una parte della gestione ottica dal banco di laboratorio a un prodotto integrato. La disponibilità di tre tagli, del controllo software e di un telaio standard mostra la direzione scelta da QuiX: costruire un'infrastruttura quantistica programmabile che possa crescere senza ricreare ogni volta l'intero apparato sperimentale.
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