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Scrivere con ChatGPT riduce l'attività cerebrale? Uno studio dice di no
Una connettività EEG più debole durante un esercizio di scrittura con ChatGPT non equivale a un cervello meno attivo in generale, né dimostra un'atrofia. È questo il confine essenziale dei risultati presentati in Your Brain on ChatGPT, lavoro di Nataliya Kosmyna e coautori del MIT Media Lab, pubblicato come preprint su arXiv il 10 giugno 2025. La ricerca riguarda le differenze osservate durante un compito controllato e non ha ancora superato il consolidamento della peer review.
Nelle prime tre sessioni sono stati coinvolti 54 partecipanti, divisi tra tre modalità di lavoro: scrittura assistita da un Large Language Model, consultazione di un motore di ricerca oppure svolgimento del compito senza strumenti esterni. I ricercatori hanno registrato l'attività tramite EEG, analizzando la connettività funzionale tra diverse aree cerebrali. I testi sono stati inoltre esaminati con tecniche di elaborazione del linguaggio naturale e valutati sia da docenti sia da un sistema automatico, una distinzione tra giudizi affrontata anche nei test sui racconti generati da ChatGPT.
I dati hanno mostrato una progressione tra le tre condizioni. Il gruppo senza strumenti presentava reti EEG più distribuite, quello che utilizzava il motore di ricerca occupava una posizione intermedia e il gruppo assistito dall'LLM registrava la connettività più debole. L'EEG ha però misurato come le aree cerebrali comunicavano durante quel preciso esercizio: non ha rilevato cambiamenti anatomici, perdita di tessuto o una riduzione complessiva dell'attività del cervello.
Le differenze non hanno riguardato soltanto i segnali EEG. I partecipanti che avevano usato l'LLM riuscivano a citare con minore precisione parti dei propri elaborati e dichiaravano un senso di paternità più basso rispetto a chi aveva scritto senza assistenza. Questi risultati descrivono il rapporto dei partecipanti con il testo prodotto nelle condizioni dell'esperimento; non stabiliscono una perdita generale di memoria, intelligenza o capacità di apprendimento.
La quarta sessione ha incluso soltanto 18 persone e ha introdotto un cambio di condizione per una parte dei gruppi: alcuni partecipanti precedentemente assistiti dall'LLM hanno lavorato senza strumenti, mentre alcuni di quelli inizialmente privi di supporto hanno utilizzato il modello. Il numero ridotto di soggetti arrivati a questa fase limita la solidità dei confronti e rende difficile estendere i risultati a modalità d'uso diverse, ad altre attività cognitive o a periodi più lunghi.
Un commento metodologico indipendente pubblicato successivamente ha contestato diversi aspetti del lavoro, tra cui dimensione del campione, riproducibilità, metodo di analisi EEG, coerenza dei risultati e trasparenza delle procedure. Il preprint fornisce quindi indicazioni circoscritte su attenzione, memoria del testo e coinvolgimento durante la scrittura assistita. Dai dati disponibili non si possono ricavare conclusioni cliniche, effetti neurologici permanenti o affermazioni valide per qualsiasi impiego di ChatGPT.
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