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Stop ai ricetrasmettitori cinesi: l'AI rischia costi più alti
I nuovi transceiver ottici prodotti in Cina potrebbero essere esclusi dal mercato statunitense entro la fine del 2026. L’amministrazione Trump e la Federal Communications Commission stanno preparando una misura che ne vieterebbe l’importazione quando destinati ai data center, secondo la ricostruzione di Reuters basata su quattro persone informate sul progetto. La restrizione è ancora in fase di definizione: il testo potrebbe essere modificato oppure accantonato.
I transceiver sono componenti essenziali nelle infrastrutture AI perché trasformano i segnali elettrici in luce e collegano ad alta velocità server, switch e acceleratori attraverso le connessioni in fibra interne ai data center. Washington teme che dispositivi compromessi possano essere utilizzati per sottrarre dati, installare malware o causare interruzioni operative in sistemi che gestiscono grandi quantità di informazioni e capacità di calcolo.
Tra le aziende più esposte figura Zhongji Innolight, indicata da Counterpoint Research come leader del settore con circa il 27% del mercato mondiale dei transceiver per data center. La Foundation for American Innovation stima inoltre che la società generi il 90% dei propri ricavi fuori dalla Cina, un dato che mostra quanto la sua attività dipenda dalla filiera internazionale. Innolight è stata aggiunta nel giugno 2026 alla lista del Pentagono delle società considerate legate all’apparato militare cinese.
La FCC dispone già della Covered List, lo strumento con cui limita l’autorizzazione, l’importazione e la vendita futura di apparecchiature considerate rischiose per la sicurezza nazionale. Un eventuale divieto sui transceiver cinesi estenderebbe questo approccio a componenti direttamente coinvolti nello scambio di dati all’interno delle infrastrutture di calcolo.
Amazon Web Services e altri hyperscaler potrebbero essere costretti a trasferire parte degli ordini verso produttori come Coherent e Lumentum. Le due società offrono tecnologie concorrenti negli Stati Uniti, ma secondo la ricostruzione non avrebbero attualmente una capacità produttiva sufficiente per sostituire rapidamente i fornitori cinesi. Il passaggio rischierebbe quindi di aumentare i costi e creare colli di bottiglia nella filiera hardware destinata all’AI.
L’ambasciata cinese a Washington ha avvertito che Pechino potrebbe adottare contromisure qualora le restrizioni danneggiassero concretamente gli interessi delle aziende cinesi. Il perimetro effettivo della misura resta però per ora incerto: il progetto riguarda i nuovi modelli di transceiver e dovrà superare la fase di elaborazione prima di diventare una restrizione operativa.
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