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iPhone 18, scorte a rischio per il lancio: occhio agli scalper
Circa un miliardo di dollari di wafer destinati ai prossimi iPhone 18 sarebbe fermo in attesa della memoria necessaria per completare il packaging. Apple e i suoi assemblatori starebbero accelerando le consegne di DRAM mobile, con il rischio che il collo di bottiglia riduca la disponibilità dei nuovi modelli nelle settimane successive alle prime vendite. La stima riguarda i wafer ancora da confezionare, non smartphone completi già prodotti.
La ricostruzione è stata pubblicata il 5 agosto da Culpium e firmata da Tim Culpan, che cita fonti della filiera. La presentazione della nuova gamma era attesa entro meno di sei settimane dalla pubblicazione del rapporto. Apple disporrebbe già dei wafer dei processori, mentre la quantità di memoria disponibile non sarebbe sufficiente per completare tutti i componenti previsti.
Il problema coinvolgerebbe soprattutto Apple A20 Pro e altri chip destinati alla famiglia iPhone 18. A20 Pro viene indicato come il primo processore Apple prodotto da TSMC sul nodo N2 a 2 nanometri. Il processo di packaging WMCM combina nello stesso modulo i die logici e la DRAM: senza entrambe le parti, il componente non può essere completato e inviato agli assemblatori.
Apple acquisterebbe la maggior parte della memoria mobile da Micron, affiancata da SK Hynix e Samsung. La ricerca di ulteriori forniture si inserirebbe in una carenza internazionale di DRAM, con una parte consistente della capacità produttiva già impegnata attraverso accordi pluriennali. Questo restringerebbe il margine per recuperare rapidamente i volumi necessari a ridosso della produzione.
Apple e gli assemblatori riterrebbero ancora possibile soddisfare la domanda iniziale. Le spedizioni successive al debutto sarebbero invece più esposte a ritardi o scorte limitate, qualora le consegne di memoria non aumentassero in tempo. Il rapporto descrive quindi una disponibilità potenzialmente regolare nella prima fase, con maggiori difficoltà nelle settimane successive.
Le informazioni restano legate a fonti della catena produttiva e non risultano confermate ufficialmente da Apple. Non è stata indicata una quantità precisa di iPhone interessati né una distribuzione geografica delle possibili limitazioni. Il rapporto riguarda uno specifico problema produttivo legato alla memoria e al packaging, distinto dalle precedenti indiscrezioni sulle caratteristiche tecniche di A20 Pro.
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