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NVIDIA domina il mercato GPU: quali sono le conseguenze per il settore?
NVIDIA detiene attualmente la quasi totalità del mercato delle schede grafiche, e là fuori c'è una community (rumorosa) di persone decisamente arrabbiate. Ma non è questo il punto. Più che analizzare il fenomeno sociologico, vale la pena chiedersi: quali conseguenze porterà questo dominio? Come si plasmerà il mercato per effetto delle scelte fatte dai videogiocatori? Quali sono i rischi concreti?
Partiamo dai dati, perché affermare che NVIDIA ha conquistato praticamente tutto il mercato, e che le polemiche online derivano da una community rumorosa ma numericamente marginale, richiede basi solide.
Le fonti verificabili non mancano. Il report di Jon Peddie Research mostra come nel corso del 2025 NVIDIA abbia raggiunto quote di mercato oscillanti tra il 92% e il 95%, a seconda del trimestre. Significa che, tra tutte le GPU discrete vendute per PC desktop, più di nove su dieci sono NVIDIA. AMD, nello stesso periodo, è scesa fino a circa il 5%, toccando uno dei livelli più bassi della sua storia recente.
Attenzione però: questo report parla di vendite e spedizioni del 2025, non di schede grafiche effettivamente in uso. Si potrebbe obiettare che la gente stia ancora utilizzando molte GPU AMD acquistate in passato, o che le nuove schede NVIDIA vengano comprate non per il gaming ma per l'intelligenza artificiale. Se fosse così, le critiche mosse dalla community AMD avrebbero un peso reale, e non rappresenterebbero solo una piccola minoranza.
Vale quindi la pena guardare cosa la gente sta realmente usando. Lo strumento più rappresentativo è il sondaggio hardware di Steam, che misura le schede grafiche in uso sulla piattaforma esclusivamente in ambito videoludico, senza possibilità di confusione con altri utilizzi.
Nella classifica delle GPU più diffuse su Steam, le prime posizioni sono occupate quasi esclusivamente da modelli GeForce: RTX 5070, 4060, 5060, 4060 Ti, 3060, e così via. La prima AMD compare al diciassettesimo posto. Sommando tutte le schede DirectX 12 (che rappresentano il 95% del totale) le GPU AMD si fermano al 6,1%, Intel all'1,1%, con NVIDIA al 92,8%.
Allargando l'analisi ad altre fonti (le classifiche di popolarità di 3DMark, non quelle prestazionali, e i dati di PassMark) il quadro cambia leggermente: si ottiene una divisione di circa 80% NVIDIA e 20% AMD. Una percentuale che, seguendo il trend delle vendite e la progressiva perdita di adozione dei modelli AMD su Steam, indica una direzione chiara: questo 80/20 si sta spostando ulteriormente a favore di NVIDIA.
La matematica non è un'opinione. AMD è ai minimi storici di vendite, la stragrande maggioranza degli utenti predilige NVIDIA, e nell'ipotesi più conservativa almeno otto persone su dieci scelgono una scheda verde. Parliamo di hardware nuovo, di ultima generazione, non di un retaggio del passato.
Gli sviluppatori di videogiochi lavorano con risorse limitate, tempi stretti e obiettivi precisi: far funzionare il gioco bene per il maggior numero possibile di utenti. Quando il mercato mostra che l'80-85% del parco installato utilizza una certa architettura e un certo ecosistema software, le scelte di sviluppo seguono di conseguenza. Nessuno fa beneficienza.
È qui che tecnologie come DLSS e, soprattutto, la frame generation iniziano a cambiare il paradigma. Non sono più opzioni aggiuntive, ma strumenti su cui costruire le fondamenta dell'esperienza. Sapendo che una larga fetta degli utenti potrà contare su upscaling avanzato e generazione di frame, il rendering viene progettato in modo diverso: si può spingere di più su certi aspetti grafici, si può dedicare meno tempo all'ottimizzazione, si possono contenere i costi.