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Google apre la sua AI per prevedere gli uragani in anticipo
Google ha reso disponibile un nuovo modello di intelligenza artificiale progettato per migliorare le previsioni dei cicloni tropicali. Sviluppato dai ricercatori di Google DeepMind e Google Research, WeatherNext può offrire ai meteorologi fino a un giorno di vantaggio nell'individuazione dell'evoluzione di uragani e tifoni, aumentando il tempo disponibile per predisporre allerte ed evacuazioni.
Alla realizzazione hanno contribuito anche il National Hurricane Center, il Cooperative Institute for Research in the Atmosphere, il Met Office britannico e altre agenzie meteorologiche internazionali. Questa collaborazione ha permesso di combinare competenze operative, osservazioni storiche e tecniche di apprendimento automatico in uno strumento pensato per l'impiego scientifico e, dopo le necessarie verifiche, per il supporto alle previsioni reali.
I cicloni tropicali sono particolarmente difficili da modellare perché richiedono due scale di analisi differenti. Le correnti atmosferiche globali determinano soprattutto il percorso della tempesta e vengono rappresentate meglio da modelli globali a risoluzione più bassa. La forza del ciclone dipende invece dai processi termodinamici concentrati nel suo nucleo. WeatherNext cerca di prevedere insieme traiettoria e intensità, evitando di separare completamente i due problemi.
Per l'addestramento sono stati utilizzati quasi 20 terabyte di dati atmosferici globali e le informazioni storiche dell'International Best Track Archive for Climate Stewardship. L'archivio raccoglie le tracce e le caratteristiche dei cicloni osservati nel tempo, fornendo al modello esempi con cui riconoscere l'evoluzione di sistemi estremi in condizioni atmosferiche molto diverse.
Le prestazioni computazionali dichiarate sono altrettanto significative: il sistema può generare una previsione completa estesa a 15 giorni in meno di un minuto utilizzando una singola TPU. La rapidità consente di produrre molte simulazioni e valutare una distribuzione di risultati possibili, compresi gli scenari meno probabili ma potenzialmente più distruttivi.
Lo studio dedicato al modello è stato pubblicato su Nature, mentre il rilascio open source comprende sia il codice sia i pesi necessari per eseguirlo e studiarlo. Il tema dell'accesso ai sistemi Google ha assunto forme molto diverse, dall'apertura dell'IA alle strutture del Pentagono alla condivisione di strumenti scientifici che ricercatori e agenzie potranno verificare, modificare e integrare nei propri flussi di lavoro.
WeatherNext non sostituisce le agenzie responsabili delle allerte e le sue indicazioni dovranno essere confrontate con osservazioni, modelli tradizionali ed esperienza dei previsori. Google aveva già presentato la seconda generazione della piattaforma e sperimentato l'IA nella previsione delle alluvioni lampo. L'estensione ai cicloni mostra come questi sistemi possano comprimere i tempi di calcolo proprio negli scenari in cui ogni ora guadagnata può ampliare le opzioni di risposta.
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