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Amazon conferma: i chip AI Trainium potrebbero uscire da AWS
Amazon sta valutando un passaggio che sposterebbe i suoi chip AI oltre i confini di AWS. L'azienda ha confermato che potrebbe vendere rack basati su Trainium a clienti esterni, invece di limitarne l'uso ai servizi cloud interni. La mossa porterebbe il gruppo più vicino al terreno oggi dominato da NVIDIA, pur partendo da una posizione molto diversa.
Il punto non è soltanto vendere un componente. Finora AWS ha usato i propri acceleratori per attirare carichi di lavoro nel cloud e monetizzare tutto ciò che sta intorno: storage, rete, sicurezza, monitoraggio e servizi gestiti. Una vendita diretta cambierebbe l'equilibrio, perché darebbe ai clienti la possibilità di usare hardware Amazon nei propri data center o in infrastrutture diverse da AWS.
La prospettiva nasce mentre la capacità dei chip AI resta una risorsa scarsa. Andy Jassy aveva già indicato che, se fosse separato, il business dei chip proprietari avrebbe una run rate potenziale da circa 50 miliardi di dollari. La stessa Amazon sostiene però che la capacità Trainium disponibile sia stata assorbita molto rapidamente, compresa quella delle generazioni successive.
Il confronto con NVIDIA resta inevitabile, ma non lineare. NVIDIA continua a presidiare GPU, networking, software e sistemi completi per i data center, mentre Amazon dovrebbe bilanciare vendita hardware e difesa del proprio cloud. Il tema dei costi è già diventato centrale anche nel dibattito sui nuovi bond legati all'AI e alla spesa dei data center.
La produzione aggiunge un ulteriore vincolo. Per vendere rack a terzi, Amazon dovrebbe avere chip in eccesso o aumentare le forniture attraverso partner come TSMC, in una filiera già contesa dai maggiori clienti AI. Se la domanda interna resta superiore all'offerta, ogni rack venduto fuori da AWS potrebbe togliere capacità ai clienti cloud esistenti.
La conferma di AWS resta prudente: si parla di una possibilità, non di un listino o di una finestra commerciale. Ma l'ipotesi segnala che i grandi cloud provider non vogliono più dipendere soltanto dai fornitori tradizionali di acceleratori. La prossima fase della corsa AI potrebbe passare anche da chi riuscirà a trasformare silicio proprietario in un prodotto vendibile fuori dal proprio ecosistema.