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Musica IA, la svolta di Suno: filigrane invisibili per salvarsi dai colossi del copyright
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Suno, nota piattaforma per la generazione di musica tramite IA, ha annunciato un importante cambiamento nella gestione dei file audio: la startup pianifica di aggiungere filigrane (watermark) nascoste e strumenti di tracciamento a ogni brano creato sul proprio sistema.
Ladecisione arriva mentre l’azienda cerca di impedire a malintenzionati di abusare dei suoi strumenti e, al contempo, combatte imponenti cause legali intentate dalle principali case discografiche per l’uso non autorizzato del copyright. Le nuove regole mirano a portare maggiore trasparenza nel mercato musicale.
La piattaforma incorporerà impronte digitali audio nei brani, consentendo agli altri servizi di identificare facilmente la provenienza della musica. Il co-fondatore Mikey Shulman ha dichiarato che questi strumenti sono progettati per resistere alle manomissioni senza alterare il suono delle canzoni. Per facilitare l’individuazione dei testi protetti da copyright, l’azienda sta inoltre collaborando con un servizio di tracciamento chiamato Musixmatch.
Insieme alle filigrane, Suno haprevisto una rigida politica di download per impedire la distribuzione di massa. L’obiettivo è fermare chi genera migliaia di canzoni false, le carica su app di streaming come Spotify e usa bot automatizzati per ascoltare tali brani.
All’inizio di quest’anno, un “musicista” si è dichiarato colpevole di aver guadagnato milioni di dollari proprio attraverso questo tipo di frode. Le linee guida della community aggiornate ora vietano ufficialmente lo spam, il falso coinvolgimento (fake engagement) e l’uso della voce di una persona reale senza autorizzazione.
Come accennato, questi aggiornamenti sulla sicurezza arrivano in un momento difficile per la startup. Giganti del settore come Universal Music Group e Sony Music Entertainment stanno attualmente facendo causa all’azienda. Le etichette discografiche sostengono che la piattaforma abbia addestrato i propri modelli di intelligenza artificiale su registrazioni coperte da copyright senza chiedere l’autorizzazione. La settimana scorsa anche un tribunale tedesco si è espresso contro la piattaforma in un caso analogo che coinvolgeva un’agenzia locale per i diritti d’autore.
I problemi legali non si limitano ai soli diritti musicali. La startup sta anche affrontando una class action nel Massachusetts riguardante una grave violazione dei dati (data breach) avvenuta lo scorso anno. Secondo quanto riferito, l’incidente ha esposto le informazioni personali di oltre 55 milioni di utenti e ha rivelato che la piattaforma ha estratto dati (scraped) da siti come YouTube per sviluppare la propria tecnologia (si parla di 2 milioni di clip scaricate da YoUTubeMusic senza permesso).
Imponendo la trasparenza sui propri file audio, Suno cerca di dimostrare di poter essere uno strumento legittimo per i creatori, anziché un semplice mezzo per generare spam. Non è ad ogni modo detto che la filigrana sia sufficiente a soddisfare i giudici e le case discografiche, convinti che le fondamenta stesse di questa tecnologia siano state costruite su opere sottratte ai rispettivi autori.
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