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Shopping con l'AI: i retailer stanno ottimizzando i cataloghi, ecco come
Cataloghi più dettagliati e pagine prodotto leggibili dalle macchine stanno diventando strumenti centrali per intercettare gli acquisti suggeriti dagli assistenti AI. Grandi operatori del retail online stanno adattando i propri siti al modo in cui servizi come ChatGPT, Gemini e Claude individuano, confrontano e descrivono i prodotti. Il traffico è prezioso, mentre il checkout resta per ora sotto il controllo diretto dei commercianti.
Le risposte dei chatbot dipendono da descrizioni approfondite, dati strutturati e informazioni di catalogo interpretabili dai sistemi automatici. I tradizionali segnali impiegati per ottenere visibilità nei motori di ricerca non esauriscono quindi il lavoro richiesto: prezzi, caratteristiche e altri elementi delle schede devono poter essere recuperati e presentati correttamente durante una ricerca conversazionale.
Walmart, Ulta Beauty e Wayfair figurano tra le aziende citate da Reuters come impegnate ad aumentare la presenza dei propri prodotti nelle raccomandazioni generate dall’AI. L’obiettivo è raggiungere gli utenti quando chiedono a un assistente di trovare o confrontare un articolo, accompagnandoli poi verso il sito del retailer per concludere l’ordine.
I numeri rilevati da Adobe Analytics mostrano la dimensione del fenomeno negli Stati Uniti. A giugno, il 41% dei consumatori statunitensi aveva già utilizzato strumenti di AI generativa durante lo shopping online. Le visite provenienti dai servizi AI producevano inoltre il 41% di ricavi in più per visita rispetto ai canali tradizionali.
Spostare l’intero acquisto dentro una piattaforma AI ridurrebbe l’accesso dei commercianti ai dati raccolti durante navigazione e checkout. Queste informazioni permettono di ricostruire preferenze, composizione e dimensioni del carrello, oltre alla cronologia degli acquisti. Sono dati di prima parte utilizzati per personalizzare l’esperienza, sostenere la fidelizzazione e mantenere un rapporto diretto con il cliente dopo la singola transazione.
Juniper Research stima che nel 2026 gli agenti AI indirizzeranno circa 8 miliardi di dollari di spesa verso i siti commerciali. Il modello prevalente rimane dunque quello del reindirizzamento: l’assistente aiuta a scoprire il prodotto e genera traffico, mentre i consumatori completano generalmente l’acquisto sul sito del retailer. L’espansione delle ricerche conversazionali procede così insieme alla volontà dei commercianti di conservare dati comportamentali e gestione del checkout.
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