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Qual è il gioco che mi ha più tenuto incollato allo schermo in questa prima metà dell'anno?
Sono già trascorsi oltre sette mesi dall'inizio del 2026. Un anno che, almeno per me, mi sta scivolando fra le mani, tra un impegno di lavoro e l'altro, amici, famiglia e... hobby. E fra questi ci sono sempre loro: i videogiochi. Ma qual è il titolo che più mi ha tenuto incollato allo schermo in questa prima metà dell'anno?
Senza troppi giri di parole ad appassionarmi maggiormente è stato Doom: The Dark Ages. Il terzo capitolo della saga reboot di id Software continua ad essere uno dei miei titoli preferiti di questi ultimi mesi. Un titolo che ciclicamente riprendo in mano, anche dopo i titoli di coda, giusto per farmi qualche livello e sgozzare qualche nemico a suon di musica heavy metal. La formula del terzo in ordine di uscita dal quel DOOM del 2016 si mantiene più o meno sullo stesso livello e ritmo. Un boomer shooter estremamente appagante, ritmato, pieno di nemici pronti a trucidarti e di armi, con un level design estremamente curato ed ispirato.
Sebbene la storia non sia, anche in questo caso, il fiore all'occhiello dell'esperienza voluta da id Software, il titolo si posizionata prima degli eventi del primo DOOM uscito nel 2016 e del suo seguito, DOOM Eternal, arrivato a marzo del 2020. Il mondo di gioco protagonista dell'avventura è Argent D'Nur, un pianeta nel quale si manifesta uno scontro leggendario fra esseri umani e forze demoniache. Una guerra senza esclusioni di colpi in cui, nei panni dell'imbattibile Slayer, dovrete farvi largo fra creature raccapriccianti e a volte gargantuesche.
Qui, sebbene l'approccio sia come sempre molto dinamico, il giocatore potrà sfruttare alcuni elementi di gameplay innovativi, come lo Scudo-Sega - che diventa il vero protagonista di un combat-system ormai perfettamente oleato e convincente. In Doom: The Dark Ages potremo combinare parata difensiva e offensiva, contrattacchi e soprattutto lanciare lo scudo contro i nemici per richiamarlo subito dopo - un po' come fossimo dei Captain America corazzati. Rispetto ad Eternal qui viene a meno un pelo di frenesia, in favore di un combattimento più strategico ma pur sempre avvincente. Insomma, l'ennesimo colpo messo a segno da id Software, che consiglio a chiunque abbia provato i due precedenti e, perché no, a chi vuole scoprire la nuova anima di una saga leggendaria. Per altri approfondimenti, qui vi lasciamo la nostra recensione di Doom Dark Ages.
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