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Xbox "non capisce l'arte né i videogiochi", secondo uno sviluppatore di Id Software
Dopo i licenziamenti che hanno colpito Id Software il mese scorso, Chris Hays, lead services programmer dello studio, ha criticato duramente Microsoft e Xbox per le modalità con cui è stata gestita la ristrutturazione. Hays, che lavora presso lo studio di Doom dal 2010, ha parlato dei recenti tagli durante una conversazione con Andre Peschke per il podcast Auf ein Bier, spiegando quanto sarà difficile realizzare nuovi giochi Tripla A con un organico drasticamente ridotto. "È difficile fare un gioco Tripla A, come quelli che abbiamo fatto in passato, con metà delle persone. E con difficile intendo impossibile", ha dichiarato. Secondo Hays, interi reparti necessari allo sviluppo sono stati decimati dai licenziamenti.
Lo sviluppatore ha inoltre respinto le successive rassicurazioni di Id Software, secondo cui lo studio sarebbe rimasto sostanzialmente lo stesso. "Non siamo la stessa Id. Siamo metà della stessa Id", ha spiegato Hays, sottolineando come il valore dello studio risiedesse soprattutto nelle persone e nei rapporti costruiti nel corso degli anni. Il riferimento è proprio alle dichiarazioni pubblicate da Id Software dopo i licenziamenti, quando lo studio aveva spiegato di essere rimasto "circa delle stesse dimensioni" che aveva durante lo sviluppo di Doom del 2016 e di avere ancora il personale necessario per realizzare i giochi e la tecnologia per cui è conosciuto. Secondo Hays, queste dichiarazioni non sarebbero nemmeno realistiche, visto che nel 2016 il personale era più numeroso.
Hays ha poi rivolto le sue critiche direttamente alla gestione di Xbox e Microsoft, accusandola di voler soprattutto minimizzare il malcontento interno attraverso rassicurazioni rivolte ai dipendenti. "La direzione dello studio riceve indicazioni su cosa può essere detto e cosa no", ha raccontato, spiegando che l'obiettivo sarebbe evitare che altri sviluppatori decidano di lasciare Id Software. Nel corso dell'intervista è emerso anche il tema di Game Pass e del suo impatto sul modello di business di Microsoft. Secondo Hays, all'interno dello studio esistono "seri problemi" legati al modo in cui il servizio viene gestito, soprattutto quando Microsoft parla di scarse vendite dei giochi Bethesda. "Cosa significa una vendita se il gioco è su Game Pass?", ha chiesto lo sviluppatore, mettendo in dubbio la validità delle metriche tradizionali utilizzate per valutare il successo dei giochi.
Proprio parlando del rapporto tra sviluppo e risultati commerciali, Hays ha pronunciato le parole più dure nei confronti di Xbox: "Fondamentalmente non capiscono l'arte. Non capiscono l'arte. Non capiscono i giochi. Non capiscono quel modello di business". Secondo lo sviluppatore, il problema principale dei licenziamenti sarebbe proprio la mancata comprensione di quanto la collaborazione tra i diversi reparti sia fondamentale per la riuscita di un progetto. Prima dell'acquisizione di ZeniMax da parte di Microsoft, ha spiegato Hays, il successo di Id Software veniva valutato considerando sia l'accoglienza della critica sia le vendite, mentre oggi il processo sarebbe molto meno comprensibile. "Se tagli metà di uno studio senza considerare realmente come viene realizzato un gioco, non capisci che la coesione tra i nostri team era ciò che contava. Era ciò che ci rendeva di successo", ha concluso.