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Il Giappone rafforza la navigazione satellitare con Michibiki 7
La JAXA ha programmato dal centro spaziale di Tanegashima il lancio del razzo H3 con a bordo Michibiki 7, un satellite di navigazione da circa 4.900 chilogrammi. Il decollo è previsto all'interno di una finestra di un'ora. La missione deve rafforzare l'infrastruttura satellitare del Giappone e trasporterà anche uno strumento statunitense destinato a osservare le attività nella fascia geosincrona.
L'H3 è un lanciatore a due stadi sviluppato come successore dell'H-2A, ritirato dopo 50 voli. A seconda della carenatura installata, il nuovo razzo raggiunge un'altezza di 57 o 63 metri. Prima di questa missione aveva effettuato otto lanci: due si sono conclusi con un fallimento, compreso il debutto del marzo 2023 e il volo di Michibiki 5 nel dicembre precedente.
Il vettore ha già dimostrato di poter riprendere le operazioni dopo quell'ultima anomalia, consegnando sei satelliti in orbita durante un lancio successivo. Il carico principale del nuovo volo entrerà nel QZSS, il sistema di navigazione giapponese basato su satelliti collocati ad alta quota. La costellazione comprende attualmente cinque veicoli operativi e dovrebbe arrivare, secondo i programmi, a undici unità.
Michibiki 7 ospita inoltre SACHI, una telecamera per la consapevolezza situazionale spaziale sviluppata per la U.S. Space Force dal MIT Lincoln Laboratory. Lo strumento servirà a monitorare il comportamento dei satelliti nella cintura geosincrona sopra una regione strategica. Un primo esemplare è già stato portato nello spazio con Michibiki 6, lanciato da un H3 nel febbraio 2025.
La sequenza di successi e anomalie mostra perché i programmi tecnologici vadano valutati attraverso risultati ripetibili, non sulla base di un singolo test. È lo stesso criterio adottato nella nostra analisi su una scoperta di quantum computing poi ridimensionata: ogni dimostrazione deve essere confrontata con i limiti sperimentali e con le prestazioni ottenute nelle prove successive.
La conseguenza concreta riguarda due infrastrutture. Una rete nazionale più numerosa può rendere maggiormente robusti i servizi di posizionamento del Giappone, mentre SACHI aggiunge un punto di osservazione nell'orbita geosincrona, dove operano satelliti per comunicazioni, navigazione e difesa. Per chi segue la tecnologia, il volo riunisce quindi l'evoluzione di un nuovo lanciatore, la resilienza dei servizi satellitari e la sorveglianza di hardware orbitale strategico.
Il risultato, tuttavia, non può essere considerato acquisito prima del decollo, della separazione del satellite e della conferma della corretta immissione orbitale. Anche dopo un lancio riuscito, Michibiki 7 dovrà completare verifiche e attivazione prima di contribuire pienamente alla rete. Il traguardo degli undici satelliti resta inoltre futuro: questa missione rappresenta un passaggio della costruzione del sistema, non il suo completamento.
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