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Il manifesto AI di Zuckerberg: distribuire la superintelligenza a tutti, ma a quale prezzo?
Mark Zuckerberg ha pubblicato un lungo documento su about.fb.com intitolato The Future is for Everyone, una specie di manifesto filosofico sull'AI che spiega come Meta intende sviluppare e distribuire la superintelligenza. Non è un annuncio di prodotto, è qualcosa di più ambizioso: un tentativo di posizionare Meta come l'unica grande azienda tech che vuole mettere l'AI nelle mani di tutti, invece di tenerla per sé o per le istituzioni.
Vale la pena leggerlo con occhio critico, perché dietro le dichiarazioni di principio ci sono scelte strategiche molto concrete, alcune condivisibili, altre discutibili. Proviamo a capire cosa dice davvero.
Il ragionamento di Zuckerberg parte da una premessa semplice: la superintelligenza centralizzata è pericolosa, indipendentemente da chi la controlla. Se solo un'azienda, un governo o addirittura un'AI stessa detiene questo potere, il risultato sarà inevitabilmente negativo per tutti gli altri. La soluzione che propone è distribuire la superintelligenza il più possibile, come è stato fatto con i supercomputer e con internet.
Per rendere l'idea più concreta, usa un esempio che colpisce: se solo una persona avesse un avvocato superintelligente, avrebbe un vantaggio sleale in tribunale. Ma se tutti avessero accesso allo stesso avvocato AI, la giustizia funzionerebbe meglio. Lo stesso ragionamento vale per la cybersicurezza, per l'economia, per la ricerca scientifica. È un argomento solido, anche se convenientemente allineato con il modello di business di Meta, che guadagna distribuendo servizi gratuiti a miliardi di persone.
Zuckerberg è esplicito su questo punto: "Meta is the company primarily focused on building personal superintelligence for everyone. Most other labs are focused on building AI for companies, governments, or other institutions." In altre parole, OpenAI, Google e Anthropic fanno AI per le aziende; Meta la fa per le persone. Sarà vero? In parte sì, ma Meta vende pubblicità e i suoi dati sono il carburante.
Al di là della filosofia, il documento elenca alcune direzioni su cui Meta sta lavorando.
Sono promesse ambiziose. Alcune, come il tutor AI o l'agente personale, sono già parzialmente realtà con Meta AI.
Altre sembrano ancora molto lontane dalla versione commerciale.
Una delle posizioni più nette del documento riguarda l'open source: Zuckerberg lo difende come strumento di sicurezza e di distribuzione del potere, e annuncia che Meta riprenderà presto il rilascio di modelli open source dopo la nascita dei Meta Superintelligence Labs. È una mossa che distingue Meta da OpenAI e Anthropic, che tengono i modelli più potenti chiusi.
Sul fronte della sicurezza, Zuckerberg propone una collaborazione più stretta tra i laboratori AI e i governi: condividere i checkpoint intermedi dei modelli durante l'addestramento, non solo il prodotto finale, così che le istituzioni possano identificare rischi prima del rilascio pubblico. È una proposta interessante, anche se lascia aperta la domanda su chi decide cosa è abbastanza sicuro.