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Myspace potrebbe tornare: i proprietari pensano al rilancio
Myspace potrebbe tornare con un nuovo rilancio, ma per ora esiste soltanto l’intenzione dichiarata dai proprietari del marchio. Chris e Tim Vanderhook hanno confermato di conservarne il controllo e di voler riattivare la piattaforma quando riterranno opportuno farlo. La dichiarazione è ufficiale; il progetto resta però ancora in una fase preliminare, senza una data, una presentazione pubblica o un prodotto concreto.
I due fratelli hanno parlato dei loro piani nel documentario Myspace di Tommy Avallone. Il sito, intanto, continua a essere accessibile con contenuti dedicati soprattutto alla musica e alla cultura, una funzione molto diversa da quella svolta negli anni Duemila. Non è quindi prevista la riapertura di un servizio completamente scomparso: l’eventuale rilancio dovrebbe intervenire su una piattaforma tuttora online, della quale non è stata però anticipata la futura impostazione.
Myspace fu lanciato nel 2003 e diventò uno dei primi social network capaci di raggiungere un pubblico globale. La crescita portò News Corporation ad acquistarlo nel 2005 per 580 milioni di dollari. Quella valutazione fotografava una fase nella quale il servizio occupava una posizione centrale nel nascente mercato delle piattaforme social, prima del successivo ridimensionamento e dei diversi tentativi di ripensarne identità e pubblico.
Nel 2011 Specific Media, società guidata dai Vanderhook, rilevò Myspace da News Corporation per 35 milioni di dollari insieme a Justin Timberlake. La forte differenza rispetto al prezzo pagato sei anni prima accompagnò il passaggio a una nuova proprietà e l’avvio di un’altra fase per il sito. I fratelli Vanderhook sono dunque coinvolti direttamente nella gestione del marchio da quindici anni, oltre a esserne oggi i custodi.
Nel 2013 Myspace venne ricostruito attorno alla musica, agli artisti e alla scoperta di contenuti. L’operazione non riuscì a restituire alla piattaforma il ruolo avuto come social network generalista. Chris Vanderhook ha dichiarato nel documentario che i precedenti tentativi di rilancio hanno generato perdite superiori a 150 milioni di dollari, un precedente che pesa sulla portata dell’intenzione annunciata adesso.
Restano sconosciuti gli elementi necessari per valutare il progetto: i proprietari non hanno indicato funzionalità, mercati interessati, piattaforme supportate o modello economico. Non è stato chiarito neppure se il futuro Myspace manterrà l’attuale orientamento musicale oppure adotterà una struttura differente. Al momento, l’unico dato definito è la volontà dei Vanderhook di riprovare, mentre tempi e caratteristiche del rilancio devono ancora essere stabiliti.
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