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Long March 7A, il razzo cinese esplode 80 secondi dopo il decollo
Un razzo orbitale cinese Long March 7A si è disintegrato circa 80 secondi dopo il decollo dal centro spaziale di Wenchang, causando il fallimento della missione del 10 agosto 2026. I filmati pubblici mostrano la perdita del veicolo durante la prima fase dell'ascesa, prima della normale separazione degli stadi e a meno di un minuto e mezzo dall'accensione.
Il lancio era avvenuto dal Wenchang Space Launch Site, spazioporto costiero situato nella provincia insulare di Hainan. Il Long March 7A è un lanciatore orbitale medio sviluppato nell'ambito della famiglia Long March della statale China Aerospace Science and Technology Corporation. La variante viene impiegata soprattutto per portare satelliti per telecomunicazioni, dimostratori tecnologici e altri carichi governativi verso orbite ad alta energia.
La natura del carico trasportato in questa missione non era stata resa pubblica prima del decollo. Qualunque fosse l'obiettivo previsto, il veicolo non ha raggiunto l'orbita. La riservatezza sul payload limita anche la possibilità di valutare le conseguenze del fallimento sui programmi satellitari cinesi coinvolti.
L'incidente riporta il Long March 7A alla situazione vissuta durante il debutto del 16 marzo 2020, quando il razzo mancò l'inserimento orbitale. Dopo quel primo fallimento, la variante aveva completato quindici missioni consecutive senza incidenti, costruendo una lunga serie positiva ora interrotta dall'esplosione avvenuta sopra Wenchang.
Il fallimento arresta anche la serie senza incidenti dell'intera famiglia Long March, che proseguiva dal 2020. Il dato amplia quindi il perimetro dell'evento oltre la sola variante 7A, pur senza fornire indicazioni sulla presenza di un problema comune agli altri lanciatori della famiglia.
Al momento della ricostruzione, né l'agenzia spaziale cinese né il costruttore avevano diffuso una spiegazione ufficiale. La causa tecnica resta quindi non confermata, così come l'eventuale attivazione del sistema di terminazione del volo. Le ipotesi circolate dopo la diffusione dei filmati non consentono di stabilire se la distruzione sia stata provocata direttamente da un guasto o da un comando impartito in risposta a un'anomalia.
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