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Apple sotto accusa in Russia: iPhone senza Max e RuStore
La mancata preinstallazione di Max e RuStore sugli iPhone e iPad distribuiti in Russia ha portato all’apertura di un procedimento antitrust contro Apple. Il Servizio federale antimonopolio russo (FAS) ritiene che l’azienda non abbia rispettato gli obblighi locali sul software da offrire nei dispositivi venduti nel Paese. Il procedimento è stato avviato ufficialmente ai sensi della legge russa sulla concorrenza.
L’autorità aveva fissato al 15 luglio 2026 il termine per eliminare le presunte discriminazioni verso i motori di ricerca russi e consentire la preinstallazione dei servizi indicati nella precedente diffida della FAS. Apple ha comunicato che un aggiornamento distribuito il 27 luglio permette di configurare un motore di ricerca russo. Per la FAS, tuttavia, questo intervento ha risolto soltanto una parte delle contestazioni.
Restano infatti aperte le questioni relative a Max, servizio di messaggistica promosso dallo Stato e sviluppato nell’ecosistema di VK, e a RuStore, lo store alternativo russo. Il governo aveva inserito Max nell’elenco dei software da preinstallare sui dispositivi commercializzati nel Paese a partire dal 1° settembre 2025. Secondo la FAS, Apple non ha ancora adattato i propri dispositivi a questi obblighi.
Il caso si intreccia con le restrizioni internazionali applicabili alle attività di Apple in Russia. Nel giugno 2026 l’azienda ha rimosso Max dall’App Store russo, spiegando di dover rispettare le sanzioni in vigore. La richiesta delle autorità riguarda invece la presenza del servizio tra i software preinstallabili, creando un contrasto tra gli obblighi imposti da Mosca e i vincoli dichiarati da Apple.
L’apertura del procedimento non equivale già a una sanzione. La FAS dovrà accertare l’esistenza di una violazione della normativa sulla concorrenza; in caso di esito sfavorevole, Apple potrà ricevere una sanzione amministrativa. Nella diffida precedente, l’autorità aveva indicato un importo massimo di 4 miliardi di rubli. Al momento non è stato comunicato quale cifra sarebbe eventualmente applicata al termine dell’istruttoria.
Il provvedimento riguarda esclusivamente iPhone e iPad commercializzati in Russia. Non risultano modifiche annunciate per i dispositivi venduti in Italia o negli altri Paesi dell’Unione Europea, né l’indagine russa introduce nuovi obblighi per la distribuzione europea di iOS. Il perimetro resta quindi legato alle regole locali sulla preinstallazione del software e all’attività di Apple nel mercato russo.
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