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Kamiya accende la speranza per un nuovo DMC
Sono passati più di vent'anni da quando Hideki Kamiya sedette per la prima volta alla regia del primo Devil May Cry, eppure il suo nome continua a far battere il cuore dei fan della serie. Ora, con un tweet apparentemente innocuo pubblicato il 9 agosto 2026, il celebre game designer giapponese ha riacceso una speranza che molti credevano ormai sopita: quella di vederlo tornare a dirigere un capitolo della saga demoniaca che lo rese famoso in tutto il mondo. Una manciata di caratteri giapponesi ha scatenato un vero e proprio terremoto sui social.
Tutto è cominciato quando un fan, con una buona dose di coraggio, ha deciso di taggare Kamiya su X (ex Twitter) per porgli una domanda tecnica sul lore del primo Devil May Cry. Chi conosce il designer sa quanto sia pericoloso: il suo profilo è noto tanto per le analisi sui suoi progetti quanto per i blocchi fulminei inflitti a chiunque osi scrivergli in inglese o chiedergli di franchise che non gestisce più. Il fan voleva sapere dell'origine del drago che Dante evoca durante lo scontro finale contro Mundus, se fosse una creatura autonoma o qualcosa di simile alle lame astrali invocate da Vergil attraverso la sua aura.
Kamiya, invece di ricorrere al suo bottone preferito, ha risposto. E lo ha fatto in giapponese, con una frase che ha lasciato la community a bocca aperta: "Sarà chiaro quando tornerò a fare la serie DMC…". Non un "se", ma un "quando". Una distinzione sottile ma enorme, che i fan hanno immediatamente colto e amplificato in un diluvio di meme, quote-retweet in maiuscolo e discussioni animate.
Il post originale ha fatto il giro delle comunità di appassionati in poche ore. Tra le reazioni più creative circolate online, spicca quella con Dante intento a farsi iniettare una siringa gigante di "Hopium" — termine gergale anglosassone per indicare una speranza forse eccessiva — e un'altra che rielabora l'iconico appello di Kratos alla divinità. Anche chi non padroneggia i riferimenti della cultura pop anglofona capisce l'entusiasmo: Devil May Cry è una delle saghe action più amate della storia dei videogiochi, e la prospettiva di un ritorno del suo creatore originale è quanto di più elettrizzante si possa immaginare per la comunità.
I commenti dei fan si inseguono con toni che oscillano tra l'incredulità e l'euforia. C'è chi sottolinea con forza la scelta del termine temporale — "Ha detto 'quando tornerò a fare DMC', non 'se'" — e chi avanza ipotesi concrete, come un eventuale remake del primo capitolo della saga. Un altro utente ha osservato, non senza ironia, che Kamiya non aveva evidentemente dimenticato del tutto una licenza che formalmente non gli appartiene più.
Ed è qui che la questione si fa interessante dal punto di vista industriale. Devil May Cry è proprietà di Capcom, azienda con cui Kamiya non collabora da oltre un decennio, da quando lasciò il team per fondare PlatinumGames. Eppure, il ghiaccio tra le due parti sembra essersi parzialmente sciolto: secondo quanto riportato in un'intervista esclusiva del febbraio 2025, Kamiya ha già avviato una nuova collaborazione con Capcom per il sequel di Okami, altro suo capolavoro rimasto orfano di un seguito per anni.
Il contesto generale contribuisce ad alimentare le aspettative. La serie Devil May Cry sta vivendo un momento di rinnovata visibilità grazie alla serie animata Netflix, la cui terza e ultima stagione è stata recentemente confermata — e il relativo annuncio ha già prodotto un aumento misurabile nelle vendite dei titoli della saga. Insomma, il franchise non è mai stato così presente nell'immaginario collettivo degli ultimi anni.
Kamiya, dal canto suo, non ha aggiunto altro di sostanziale alla sua dichiarazione, limitandosi a replicare piccato a un utente che aveva avuto la malaugurata idea di spiegargli il suo stesso gioco. Il messaggio originale resta lì, laconico e potente, a nutrire una speranza che — per la prima volta da molto tempo — sembra avere qualche solida radice nella realtà.
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