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Wi-Fi pubblico in vacanza: i rischi che non conosci e come proteggerti davvero
Le vacanze non significano più disconnessione: portiamo con noi smartphone, tablet e laptop ovunque, e la connessione a internet è diventata una necessità quanto il bagaglio. Il problema è che collegarsi a reti sconosciute durante i viaggi espone a rischi concreti, e il contesto di relax abbassa naturalmente la guardia proprio quando i criminali informatici la alzano.
La buona notizia è che non serve rinunciare al Wi-Fi pubblico: basta capire quando usarlo e quando no, e prepararsi prima di partire. Ecco i punti più importanti da tenere a mente.
Il pericolo più sottovalutato negli aeroporti e nelle stazioni è quello delle reti contraffatte: un criminale crea un hotspot con un nome quasi identico a quello ufficiale, magari con una lettera diversa o un trattino in più. Una volta connessi, il traffico può essere intercettato o l'utente reindirizzato verso siti fraudolenti. Prima di connettersi, vale sempre la pena verificare il nome esatto della rete con il personale.
Anche i portali di accesso possono essere falsi: molte reti pubbliche mostrano una pagina iniziale prima di dare accesso a internet, e i truffatori ne riproducono grafica e struttura per rubare credenziali o indirizzi email. Se qualcosa sembra strano, meglio non inserire nulla. Lo stesso vale per i codici QR nei bar e ristoranti: un adesivo fraudolento incollato sopra quello originale può portare a siti controllati da malintenzionati, quindi controllate sempre l'indirizzo della pagina che si apre.
Nei luoghi affollati c'è poi il fenomeno denominato "shoulder surfing", ovvero qualcuno che semplicemente vi guarda mentre digitate una password o controllate il conto corrente. Non richiede nessuna competenza tecnica, solo un po' di attenzione da parte vostra: non lasciate mai il dispositivo incustodito e proteggetelo con PIN o biometria.
Le strutture ricettive tendono a scegliere password semplici da comunicare agli ospiti, spesso invariate per mesi. Questo riduce l'efficacia della protezione, soprattutto quando la stessa rete è usata ogni giorno da decine o centinaia di persone.
Non sappiamo mai se uno dei dispositivi connessi sia già compromesso da un malware che tenta di individuare altri sistemi sulla stessa infrastruttura.
La regola pratica è semplice: la rete dell'hotel va bene per leggere notizie o guardare contenuti in streaming, ma per accedere a conti bancari, account aziendali o inviare documenti riservati è meglio usare la connessione mobile o una VPN.
La maggior parte dei rischi si riduce con qualche accorgimento fatto prima di mettere piede fuori casa. Ecco la lista essenziale:
Quando il viaggio porta fuori dai confini nazionali, avere una connessione mobile propria riduce drasticamente la necessità di appoggiarsi agli hotspot pubblici. Prima di partire, verificate le condizioni del vostro operatore per roaming e traffico dati: i costi e le soglie variano molto in base alla destinazione e al piano sottoscritto. Se avete uno smartphone compatibile, vale la pena valutare una eSIM locale, che permette di attivare un profilo mobile senza inserire una scheda fisica. TIM, per esempio, ha lanciato una eSIM Travel pensata proprio per chi viaggia all'estero.