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Recensione Razer Naga V3 Pro, il mouse pro 50K che è uno ma anche tre
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La tradizione della serie Naga continua con questo Razer Naga V3 Pro, un mouse componibile pensato per chi fa uso di tante Macro e automatismi, in produzione ma soprattutto per chi gioca. Variabile nella configurazione, ha meccanica da altissimo profilo e un carattere ben definito.
Il nome deriva, molto probabilmente, dalla razza Naga presente in Warcraft III e in World of Warcraft, esseri metà serpente e metà qualcos’altro, che a sua volta deriva dall’induismo e dal buddhismo così come dal termine sanscrito “nāga”, che significa appunto serpente.
Razer usa il nome di alcune razze di serpenti per i suoi mouse (dal DeathAdder al Viper, dal Mamba al Basilisk ad altri) e qui non si fa eccezione, ma rispetto a molti altri mouse, qui tutto è molto specifico, tanto che il mouse è paradossalmente e allo stesso tempo molto generico quanto molto specializzato, come vedremo.
La scatola del Razer Naga V3 Pro è in linea con altri prodotti Razer, una qualità ineccepibile tra cartone ben serigrafato, con tutte le caratteristiche in bella vista già dall’esterno della confezione e un’anima in plastica morbida una forma che avvolge e protegge il mouse e tutti gli accessori all’interno della scatola.
Una serie di accessori ben nutrita, tanto che la novità la si vede subito dall’immagine della confezione, ma appare chiara anche quando si apre la scatola: all’interno trova posto il mouse vero e proprio, il dongle (che è diverso dalla nuova semisfera presente nel DeathAdder ma del tipo a prisma visto sul Razer DeathAdder V3 Pro), con annessa antenna USB-A e due ricambi per la parte laterale, che sono poi il “succo” di questo mouse.
Questi ricambi sono come delle piastre, che permettono di cambiare l’anima al mouse nel solo lato interno (sinistro), sono la parte più interessante di questo modello, seppure ci sono tanti altri aspetti da esplorare.
Le tre piastre permettono di passare da una configurazione a due tasti ad una a sei tasti (su due file), sino ad una con addirittura 12 tasti, tutti programmabili.
Il cambio si effettua in modo semplice con una leggera pressione sulla aletta, che è collegata magneticamente, sostituendola con una delle altre due, una operazione da non più di due secondi.
Il mouse capisce da solo quale tipo di piastra è montata e si comporta di conseguenza, senza nessun tipo di problema, il che significa che l’utente non deve fare altro che cambiare piastra, al resto ci pensa il software interno del mouse.