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Star Wars: Galactic Racer, il motorsport nello spazio secondo Fuse Games
Star Wars e i videogiochi, un connubio che va avanti da decenni; nato su Atari 2600 con Star Wars: The Empire Strikes Back, del 1982, e sopravvissuto fino ai giorni nostri, per un motivo più che valido. È stato proprio il terreno videoludico a ospitare alcune tra le più memorabili avventure ambientate nell'universo ideato da George Lucas; parliamo di un immaginario talmente ricco e vasto da poter essere declinato in qualsiasi genere. E così è stato: dai GdR alle avventure 3D, passando per gli sparatutto e gli strategici a turni, con capatine persino nei racing (magari qualcuno ricorderà Star Wars: Episode I Racer su Nintendo 64). Di contro, sento di poter affermare senza timore di smentita che un gioco di corse come Star Wars: Galactic Racer non è mai esistito.
Ho avuto il piacere di fare un salto a Londra per toccare con mano il nuovo titolo di Fuse Games, in arrivo su PC, PlayStation 5 e Xbox Series X/S il prossimo 6 ottobre. Durante il viaggio di andata, mentre mi perdevo guardando le nuvole che galleggiavano fuori dall'aereo, immaginavo che mi sarei trovato davanti a un buon racing game, uno di quelli adrenalinici che punisce le distrazioni e premia chi si prende qualche rischio. Mai, però, avrei pensato di avere a che fare con qualcosa del genere: parliamo di una sorta di "Formula 1 spaziale" che sfrutta in maniera perfetta luoghi celeberrimi, strizza l'occhio quando ha senso farlo, ma piazza anche una campagna in singolo che, nei fatti, è un vero e proprio roguelite. Se pensate di avere quello che serve per primeggiare nella Galactic League, seguitemi senza indugi!
L'Impero non è più quello di un tempo, la Nuova Repubblica fatica a imporsi, un momento perfetto perché si sviluppi un certo tipo di intrattenimento, specialmente nell'Orlo Esterno, un po' la terra di nessuno dell'universo di Star Wars. Ed è proprio qui che Darius Pax, un appassionato di corse, coglie l'opportunità per dare vita a un vero e proprio circus motoristico, con sindacati a sponsorizzare piloti in una competizione senza esclusione di colpi, la Galactic League!
Noi indossiamo i misteriosi panni di Shade, un pilota solitario con un passato tutto da scoprire che è chiamato a risalire i ranghi di questa lega motoristica e diventare il più grande pilota di speeder in circolazione. Non è così comune iniziare a parlare di un racing game partendo dalla trama ma in Star Wars: Galactic Racer ha senso, perché la campagna sembra avere tanto da offrire. Oltre alla parte narrativa, che mi ha intrigato e di cui sono curioso di conoscere i risvolti, è stata però la struttura a conquistarmi fin da subito.
Fuse Games ha scelto di raccontare la sua storia, realizzata in stretta collaborazione con Lucasfilm, non seguendo un modello lineare ma attraverso un racing roguelite. In pratica, sarete voi a scegliere il percorso saltando sempre di pianeta in pianeta; ogni sessione in singolo necessita di un Entry Token, un gettone necessario per iscriversi agli eventi ma che perderete se le cose non andranno per il verso giusto. Le modalità che ho potuto provare in questa sede sono state quattro: la classica corsa, in cui basta raggiungere il traguardo per proseguire l'avventura; il Field Test, in cui sperimentare questa o quella qualità di un veicolo senza avversari, ma che non comporta penalità in caso di fallimento; gli incontri misteriosi che, come suggerisce il nome, sono situazioni casuali che possono fornire pezzi nuovi, sconti o chissà cos'altro parlando con vari personaggi. Infine, la mia preferita, Eliminator, una gara super adrenalinica in cui si parte in dodici ma, col procedere della corsa, restano in gioco solo i primi tre piloti.
Prima di iniziare il blocco di eventi che ha luogo su un singolo pianeta ci si ritrova in un hub principale in cui muoversi liberamente a piedi; per proseguire il paragone con la Formula 1, un vero e proprio paddock. Qui è possibile guardarsi un po' intorno, scegliere se proseguire subito con l'avventura parlando con i personaggi evi