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Amazon abbandona il film su Sam Altman per una ragione da 50 miliardi
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Il film di Luca Guadagnino sul licenziamento con reintegro lampo di Sam Altman da OpenAI non sarà distribuito da Amazon, nonostante sia stata proprio Amazon MGM Studios a volerlo e finanziarlo.
Che la pellicola, intitolata Artificial, sia stata rimessa sul mercato lo ha annunciato direttamente Mike Hopkins, capo di Prime Video e Amazon MGM Studios. Hopkins avrebbe informato personalmente Guadagnino e il team di produzione.
Il racconto è incentrato sui cinque giorni convulsi del novembre 2023 in cui OpenAI sembrò sul punto di esplodere. La sceneggiatura è firmata dall’ex autore del Saturday Night Live Simon Rich e il progetto viene descritto come una sorta di The Social Network ambientato tra San Francisco e l’Italia. Andrew Garfield interpreta Sam Altman, Ike Barinholtz è Elon Musk, Monica Barbaro veste i panni dell’ex CTO Mira Murati. Al centro della storia ci sarebbe però soprattutto Ilya Sutskever, cofondatore di OpenAI e tra i membri del consiglio che votarono per la rimozione di Altman, interpretato da Yura Borisov, già visto in Anora.
Artificial era atteso nelle sale americane alla fine del 2026, in piena stagione dei premi, con uscita più ampia all’inizio del 2027. La collocazione avrebbe anche permesso di evitare la sovrapposizione con The Social Reckoning di Aaron Sorkin, film dedicato a Facebook, con Jeremy Strong nei panni di Mark Zuckerberg e Mikey Madison in quelli della whistleblower Frances Haugen.
La decisione è sorprendente perché il film è stato completato e avrebbe già superato diversi test screening a Los Angeles con riscontri molto positivi. Le ragioni dell’abbandono del progetto non sono state spiegate ufficialmente, ma potrebbero avere radici nei rapporti sempre più stretti tra Amazon e OpenAI. Tra le due aziende esiste già un accordo cloud da 38 miliardi di dollari e, soprattutto, una partnership strategica da 50 miliardi annunciata all’inizio di quest’anno.
C’è anche un elemento personale che rende il quadro più delicato. Jeff Bezos e Sam Altman hanno rapporti amichevoli e Altman era tra gli ospiti del matrimonio di Bezos a Venezia lo scorso anno.
Una fonte che ha visto il film sostiene che il personaggio di Altman sia rappresentato in modo poco lusinghiero e che, insieme a quello di Musk, sia tra quelli con cui il pubblico tende a entrare meno in sintonia.
Distribuire una pellicola che racconta quelle vicende avrebbe significato trasformare ogni intervista promozionale, ogni recensione e ogni discussione pubblica in una nuova occasione per tornare a parlare delle tensioni interne che portarono all’estromissione temporanea di Altman. Un tema potenzialmente scomodo per un’azienda che oggi considera OpenAI uno dei partner più importanti nella propria strategia sull’intelligenza artificiale.
Da solo questo elemento non basta a spiegare una decisione industriale di questa portata, ma contribuisce a rendere meno sorprendente la prudenza di Amazon davanti a un film destinato a riportare al centro dell’attenzione uno dei momenti più turbolenti della storia di OpenAI.