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A Kansas City il riconoscimento facciale sugli autobus
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Le autorità di Kansas City (Missouri) si stanno preparando a integrare negli autobus telecamere e un software di riconoscimento facciale in grado di identificare passeggeri che compaiono negli elenchi dei passeggeri banditi o di persone scomparse.
Sia i sostenitori sia i detrattori considerano questa iniziativa come un importante banco di prova per l’introduzione di software basati sull’intelligenza artificiale in un sistema di trasporto pubblico statunitense, un test per capire se i benefici in termini di sicurezza offerti dall’intelligenza artificiale valgano il prezzo da pagare sul fronte della privacy.
“L’idea di attivare il riconoscimento facciale su una telecamera puntata in tempo reale su spazi pubblici è una linea di confine che non era mai stata superata negli ultimi 25 anni”, spiega Jay Stanley, analista politico senior per il Project on Speech, Privacy and Technology della American Civil Liberties Union. Lo stato del Missouri ha rifiutato di contribuire al finanziamento del progetto, contrariamente a quanto previsto, a causa di preoccupazioni legate alla componente del riconoscimento facciale. Ciononostante, la città sta andando avanti utilizzando fondi locali e federali, come riferito da Tyler Means, responsabile della mobilità e della strategia presso la Kansas City Transportation Authority. “La privacy è sempre una questione delicata”, spiega Means. “Abbiamo sempre avuto le telecamere sui nostri autobus. Si tratta solo di una nuova tecnologia. Penso che col tempo la situazione si normalizzerà e la gente si renderà conto notando che non cambia nulla”.
Associated Press spiega che le immagini catturate dalle telecamere a bordo degli autobus verrebbero immediatamente confrontate con segnalazioni, generate nel momento in cui viene identificata una persona scomparsa, messa al bando o qualcuno inserito in una lista di sorveglianza delle forze dell’ordine indicata dall’autorità dei trasporti… Dopo il rientro degli autobus in deposito, l’autorità dei trasporti archivierà le normali riprese video su un server locale per un periodo massimo di cinque anni.
L’azienda che collabora con Kansas City per la gestione delle telecamere “ha iniziato a sfruttare il riconoscimento facciale in tempo reale anni fa per segnalare alle case di cura residenti che uscivano dall’edificio; tecnologie simili sono a quanto pare sfruttate anche negli istituti penitenziari e in alcune scuole.
L’idea preoccupa la società civile: Will Owen, direttore del Surveillance Technology Oversight Project (STOP), ha riferito: “I cittadini non dovrebbero fare da cavie nei sistemi di trasporto pubblico per testare l’ultima tecnologia di sorveglianza della Silicon Valley, non collaudata e condizionata da pregiudizi”. Owen in passato ha criticato l’uso dell’IA fatto dalla polizia negli USA per tracciare i social dei cittadini da deportare, sfruttato” non solo per terrorizzare le famiglie di immigrati, ma anche per prendere di mira gli attivisti che combattono contro i suoi abusi. […] Un attacco alla nostra democrazia e al diritto alla libertà di espressione, alimentato dall’algoritmo e pagato con le nostre tasse”.
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