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Ogi porta un gatto nel MacBook e il trackpad fa davvero le fusa
Lo sviluppatore Francesco Pavanetto ha reso disponibile di recente PurrPad, un'applicazione che trasforma il trackpad del MacBook in una sorta di gatto virtuale. Invece di riprodurre semplicemente un suono dagli altoparlanti, il software genera sotto il palmo vibrazioni pensate per ricordare le fusa, sfruttando direttamente l'hardware aptico integrato nei portatili Apple.
Il sistema utilizza il Taptic Engine del trackpad e modula le vibrazioni sulla base della frequenza misurata delle fusa di un gatto reale. Il pattern non viene ripetuto in modo perfettamente identico, così da evitare l'effetto artificiale di una sequenza riprodotta in loop. Il risultato cambia inoltre in base al comportamento dell'animale virtuale selezionato.
PurrPad comprende sei personalità feline. La versione gratuita include House Cat, che normalmente fa le fusa quando l'utente appoggia la mano sul trackpad, ma può anche tenere il broncio, reagire se viene disturbato oppure attraversare improvvisi momenti di agitazione. Dal menu è possibile regolare l'intensità della vibrazione, il livello di affettuosità e disattivare questi comportamenti imprevedibili.
La versione completa costa 4,99 dollari con accesso a vita e aggiunge Kitten, Old Tomcat, Nervous, Falling Asleep e Making Biscuits. Permette anche di registrare il proprio animale, lasciando poi al software il compito di riprodurne le fusa. L'uso del trackpad come superficie interattiva richiama le indiscrezioni su un MacBook con touchscreen e interfaccia dinamica, sebbene qui l'esperienza sia interamente affidata al feedback aptico.
L'applicazione non è disponibile sul Mac App Store, perché il controllo del motore aptico richiede un framework privato di macOS. PurrPad viene quindi distribuita direttamente dal sito dello sviluppatore. L'app risulta comunque firmata e notarizzata, due elementi che consentono al sistema Gatekeeper di verificarne la provenienza e riducono la probabilità che macOS mostri avvisi durante l'apertura.
Sul fronte della privacy, il software effettua una sola richiesta di rete per controllare la disponibilità di nuove versioni, funzione che può essere disattivata. Non sono previsti account, sistemi di analisi dell'utilizzo o sincronizzazione cloud. Anche le registrazioni delle fusa vengono sottoposte a elaborazione locale sul Mac e cancellate una volta terminata la procedura.
La dipendenza da interfacce non pubbliche rimane il principale limite tecnico: un futuro aggiornamento di macOS potrebbe modificare o bloccare l'accesso necessario a pilotare il trackpad. Lo sviluppatore ha promesso rimborsi qualora ciò rendesse PurrPad inutilizzabile. Le fusa, inoltre, non partono a ogni contatto e possono durare più del previsto, una scelta deliberata per rendere il gatto virtuale meno meccanico e prevedibile.
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