// TOM'S HARDWARE ITALIA — FINANZA
Recensione Marvel Tōkon: Fighting Souls, l'eredità perfetta?
Quando si parla di picchiaduro a tema Marvel, l'elefante nella stanza ha un nome e un cognome ben precisi: Marvel vs. Capcom. Si tratta di un'eredità a dir poco monumentale, capace di far tremare i polsi a qualsiasi sviluppatore decida di avventurarsi in questo specifico segmento di mercato. Come si può anche solo sperare di raccogliere un simile testimone senza finire stritolati dalle aspettative di una community ancora affamata di combo aeree, assist forsennati e quel senso di meraviglioso caos competitivo? Arc System Works, uno studio che di picchiaduro eccellenti se ne intende parecchio (basti pensare a Guilty Gear Strive o all'amato Dragon Ball FighterZ), ha deciso di rispondere a questa complessa domanda con Marvel Tōkon: Fighting Souls.
Per quanto riguarda il risultato, vi dico già che la loro risposta è tanto coraggiosa quanto spiazzante. Dopo aver passato svariate decine di ore a macinare incontri tra la beta e la versione finale, smontando e rimontando compulsivamente il mio team, posso confermarvi che l'obiettivo del team non era scimmiottare i fasti del passato; al contrario, Tōkon prende una strada tutta sua: a tratti caotica e in controtendenza, ma capace comunque di regalare soddisfazioni immense.
Il cuore pulsante, nonché la novità più dirompente di Marvel Tōkon, risiede nel suo particolarissimo sistema tag 4 contro 4. Sulla carta, dover gestire ben otto personaggi a schermo potrebbe sembrare la ricetta perfetta per un disastro visivo e ludico... e, onestamente, inizialmente ne ero convinta anche io. A differenza dei tag fighter tradizionali, in cui si scambia il lottatore per far recuperare salute a quello ferito in panchina, qui l'intera squadra condivide un'unica, vitale barra della salute.
Si tratta di una scelta di design intelligente che snellisce notevolmente l'interfaccia ed evita che i match si trascinino per tempi geologici, ma che cambia radicalmente l'approccio tattico. Come se non bastasse, all'inizio del round non avrete accesso all'intero quartetto: la partita comincia schierando solo due combattenti per squadra, mentre gli altri andranno sbloccati mandando a segno auto-combo, scagliando l'avversario contro i confini dell'arena con una transizione di scenario, oppure perdendo un round.
Ogni eroe sbloccato non si limita ad aumentare i vostri punti vita massimi, ma vi regala un preziosissimo segmento aggiuntivo per l'indicatore Assemble, la risorsa fondamentale per chiamare gli assist durante le combo o in fase di recupero; nella pratica, questo stratagemma si traduce in un senso di progressione e crescendo tattico eccezionale all'interno del singolo match.
C'è da dire anche una cosa: in Tōkon, la scelta dei lottatori da usare non può basarsi soltanto sulla simpatia verso un personaggio; prima di tuffarvi nella mischia, dovrete assegnare a ciascun eroe un ruolo ben preciso (Leader, Shooter, Vertical, Assault), che determinerà il tipo di supporto fornito in fase di neutrale. Per esempio, se sceglierete Spider-Man come secondario le sue ragnatele a ventaglio vi offriranno quella vitale finestra di tempo necessaria per accorciare le distanze con l'avversario, sbloccando così un potenziale offensivo devastante. Insomma, una volta compreso e assimilato (e con un bel po' di tentativi), il sistema di tag di Tōkon è senza dubbio una delle meccaniche più fresche e stimolanti del panorama moderno dei picchiaduro.
Non fatevi ingannare dalla fluidità e dalla semplicità apparente dei comandi: se avete già messo le mani sui recenti titoli di Arc System Works, noterete subito quanto Tōkon strizzi l'occhio ai neofiti. Le mosse speciali si eseguono con estrema naturalezza e il sistema di auto-combo vi farà sentire dei veri pro anche se state semplicemente martellando i tasti frontali del pad; se siete alle prime armi o poco avvezzi al genere, dunque, potrete comunque godervi lo spettacolo visivo di una Ultimate devastante senza dovervi slogare le dita con mezzelune o input da puristi hardcore. Detto ciò, la v